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lunedì 23 febbraio 2026

Aria di primavera

Di Sara Giuliani


La primavera è ormai alle porte, visto che siamo quasi alla fine di febbraio e, dal punto di vista

meteorologico, inizia il 1° marzo. A Nettuno secondo me è uno dei periodi più belli dell’anno.

Dopo l’inverno, quando le giornate sono più corte e un po’ grigie, finalmente il sole torna a farsi

vedere più spesso e l’aria diventa più tiepida. Le temperature sono miti, di solito tra i 15 e i 22

gradi, quindi si sta bene senza giubbotti pesanti ma nemmeno con il caldo soffocante

dell’estate.

Dato che la nostra cittadina affaccia sul mare, influisce sul tempo: l’aria è spesso fresca e pulita,

e una leggera brezza rende le passeggiate sul lungomare ancora più piacevoli. A differenza

dell’estate, non c’è ancora troppo caldo e le spiagge non sono affollate, quindi ci possiamo

godere il mare in totale tranquillità.

Un aspetto, infatti, molto positivo della primavera a Nettuno è la tranquillità: non essendo

ancora alta stagione, si può vivere la città con più calma sia nel pomeriggio che al mattino, se

invece si vuole stare piu in mezzo alle persone, la domenica pomeriggio è perfetta dato che è il

giorno di riposo di quasi tutti e si possono trovare molte persone che fanno lunghe passeggiate

in riva al mare e anche al porto turistico.

domenica 15 febbraio 2026

Un viaggio nella quotidianità degli studenti tra ansia, studio, rapporti con i professori e distrazioni digital

Di Susanna Ghio e Giulia D'Acampo



Ogni mattina migliaia di studenti entrano in classe con lo zaino sulle spalle e un peso

invisibile nella mente: l’ansia.

Verifiche, interrogazioni, aspettative dei genitori e confronto continuo con i compagni

rendono la vita scolastica un percorso a ostacoli.

La scuola non è fatta solo di libri e voti, ma anche di emozioni, paure, sogni e

insicurezze.

 

L’ansia delle verifiche è uno dei problemi più diffusi. Molti ragazzi raccontano di sentirsi

bloccati davanti al foglio o alla cattedra.

«Quando so che c’è un’interrogazione, mi viene il mal di stomaco e non riesco a

dormire», dice Martina, 16 anni.

«Ho studiato, ma ho sempre paura di fare scena muta». Anche Luca, 17 anni, conferma:

«A volte so le cose, ma l’ansia mi fa dimenticare tutto».

 

Per non impazzire, organizzare lo studio è fondamentale. Alcuni usano l’agenda, altri le

mappe concettuali o le app sul telefono.

«Divido lo studio in piccoli obiettivi», racconta Giulia. «Così non mi sento sopraffatta e

riesco a concentrarmi meglio».

Imparare a gestire il tempo aiuta anche a trovare spazio per il riposo e per le passioni.

 

I social network hanno un ruolo doppio nella vita scolastica. Da una parte aiutano: gruppi

WhatsApp per gli appunti, video spiegazioni,

confronto con i compagni. Dall’altra parte distraggono. «Inizio a studiare e dopo cinque

minuti sono su TikTok», ammette Marco.

La concentrazione diventa difficile e il tempo vola senza accorgersene.

 

Importante è anche il rapporto con i professori. Quando c’è dialogo e comprensione, lo

studente si sente più sicuro.

«La mia prof mi incoraggia e mi fa sentire capace», racconta Sara. Altri, invece, sentono

solo pressione e giudizio.

«A volte sembra che contino solo i voti, non come stiamo», dice Davide.

 

Secondo Elena, 15 anni, «la scuola dovrebbe insegnarci anche a gestire l’ansia e le

emozioni, non solo le materie».

Molti studenti chiedono più ascolto, più empatia e meno paura di sbagliare.

 

La scuola dovrebbe essere un luogo di crescita, non solo di valutazione.

Capire davvero cosa vivono gli studenti è il primo passo per costruire un ambiente più

sereno, umano e motivante.