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giovedì 29 gennaio 2026

Riflessione sulla strage di Crans Montana

di Aurora Pistillucci

Quando le luci delle telecamere si spengono, resta una domanda che pesa più del fumo: di chi è davvero la responsabilità della strage di Crans-Montana?

Non dei ragazzi. Non di chi era lì per divertirsi, fidandosi di un luogo che avrebbe dovuto essere sicuro. A loro va solo rispetto, memoria, silenzio. Rip ai ragazzi, a vite spezzate troppo presto, che non possono e non devono essere ridotte a una riga di cronaca.

La responsabilità di quello che è successo è chiaramente degli adulti. Si tratta di coloro che gestiscono i locali, di chi li controlla e di chi dà il via libera alle attività. Sono loro che hanno deciso di trascurare la sicurezza, considerandola un dettaglio di poco conto, e di dare la priorità al profitto invece. E poi ci sono le testimonianze che raccontano della proprietaria che è scappata con i soldi mentre il locale era in fiamme: è un fatto che colpisce duramente la nostra coscienza collettiva. Sarà compito della giustizia fare luce sulla vicenda, ma il dubbio resta. 

Questo evento ha sconvolto profondamente la nostra comunità. Ha incrinato la fiducia, lasciato paura e rabbia, imposto un silenzio che pesa più di qualsiasi titolo di giornale. Nonostante sia passato ormai del tempo, il dolore delle famiglie delle povere vittime non si ricucirà mai; a loro diamo il nostro sostegno e le nostre più sentite condoglianze.

Crans-Montana non è solo una tragedia: è una ferita che ci obbliga a chiedere responsabilità, non a cercare colpe facili. Questa storia ci rende più consapevoli: la morte non aspetta nessuno… può avvenire in qualsiasi momento, a qualsiasi età, nei modi più tragici; e questo dovrebbe farci pensare che, forse ma dico forse, la vita vada vissuta e rispettata al massimo.




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