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giovedì 29 gennaio 2026

Tra verifiche e interrogazioni e social : la vita degli studenti

Di Giulia D'Acampo e Susanna Ghio



Un viaggio nella quotidianità degli studenti tra ansia, studio, rapporti con i professori e distrazioni digitali.

Ogni mattina migliaia di studenti entrano in classe con lo zaino sulle spalle e un peso invisibile nella mente: l’ansia. 

Verifiche, interrogazioni, aspettative dei genitori e confronto continuo con i compagni rendono la vita scolastica un percorso a ostacoli. 

La scuola non è fatta solo di libri e voti, ma anche di emozioni, paure, sogni e insicurezze.

L’ansia delle verifiche è uno dei problemi più diffusi. Molti ragazzi raccontano di sentirsi bloccati davanti al foglio o alla cattedra. 

«Quando so che c’è un’interrogazione, mi viene il mal di stomaco e non riesco a dormire», dice Martina, 16 anni. 

«Ho studiato, ma ho sempre paura di fare scena muta». Anche Luca, 17 anni, conferma: «A volte so le cose, ma l’ansia mi fa dimenticare tutto».

Per non impazzire, organizzare lo studio è fondamentale. Alcuni usano l’agenda, altri le mappe concettuali o le app sul telefono. 

«Divido lo studio in piccoli obiettivi», racconta Giulia. «Così non mi sento sopraffatta e riesco a concentrarmi meglio». 

Imparare a gestire il tempo aiuta anche a trovare spazio per il riposo e per le passioni.

I social network hanno un ruolo doppio nella vita scolastica. Da una parte aiutano: gruppi WhatsApp per gli appunti, video spiegazioni, 

confronto con i compagni. Dall’altra parte distraggono. «Inizio a studiare e dopo cinque minuti sono su TikTok», ammette Marco. 

La concentrazione diventa difficile e il tempo vola senza accorgersene.

Importante è anche il rapporto con i professori. Quando c’è dialogo e comprensione, lo studente si sente più sicuro. 

«La mia prof mi incoraggia e mi fa sentire capace», racconta Sara. Altri, invece, sentono solo pressione e giudizio. 

«A volte sembra che contino solo i voti, non come stiamo», dice Davide.

Secondo Elena, 15 anni, «la scuola dovrebbe insegnarci anche a gestire l’ansia e le emozioni, non solo le materie». 

Molti studenti chiedono più ascolto, più empatia e meno paura di sbagliare.

La scuola dovrebbe essere un luogo di crescita, non solo di valutazione. 

Capire davvero cosa vivono gli studenti è il primo passo per costruire un ambiente più sereno, umano e motivante.


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