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domenica 15 febbraio 2026

Un viaggio nella quotidianità degli studenti tra ansia, studio, rapporti con i professori e distrazioni digital

Di Susanna Ghio e Giulia D'Acampo



Ogni mattina migliaia di studenti entrano in classe con lo zaino sulle spalle e un peso

invisibile nella mente: l’ansia.

Verifiche, interrogazioni, aspettative dei genitori e confronto continuo con i compagni

rendono la vita scolastica un percorso a ostacoli.

La scuola non è fatta solo di libri e voti, ma anche di emozioni, paure, sogni e

insicurezze.

 

L’ansia delle verifiche è uno dei problemi più diffusi. Molti ragazzi raccontano di sentirsi

bloccati davanti al foglio o alla cattedra.

«Quando so che c’è un’interrogazione, mi viene il mal di stomaco e non riesco a

dormire», dice Martina, 16 anni.

«Ho studiato, ma ho sempre paura di fare scena muta». Anche Luca, 17 anni, conferma:

«A volte so le cose, ma l’ansia mi fa dimenticare tutto».

 

Per non impazzire, organizzare lo studio è fondamentale. Alcuni usano l’agenda, altri le

mappe concettuali o le app sul telefono.

«Divido lo studio in piccoli obiettivi», racconta Giulia. «Così non mi sento sopraffatta e

riesco a concentrarmi meglio».

Imparare a gestire il tempo aiuta anche a trovare spazio per il riposo e per le passioni.

 

I social network hanno un ruolo doppio nella vita scolastica. Da una parte aiutano: gruppi

WhatsApp per gli appunti, video spiegazioni,

confronto con i compagni. Dall’altra parte distraggono. «Inizio a studiare e dopo cinque

minuti sono su TikTok», ammette Marco.

La concentrazione diventa difficile e il tempo vola senza accorgersene.

 

Importante è anche il rapporto con i professori. Quando c’è dialogo e comprensione, lo

studente si sente più sicuro.

«La mia prof mi incoraggia e mi fa sentire capace», racconta Sara. Altri, invece, sentono

solo pressione e giudizio.

«A volte sembra che contino solo i voti, non come stiamo», dice Davide.

 

Secondo Elena, 15 anni, «la scuola dovrebbe insegnarci anche a gestire l’ansia e le

emozioni, non solo le materie».

Molti studenti chiedono più ascolto, più empatia e meno paura di sbagliare.

 

La scuola dovrebbe essere un luogo di crescita, non solo di valutazione.

Capire davvero cosa vivono gli studenti è il primo passo per costruire un ambiente più

sereno, umano e motivante.