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giovedì 12 marzo 2015

green economy


green economy

Al giorno d'oggi si definisce economia verde (in inglese green economy), un modello teorico di sviluppo economico che prende origine da un sistema economico dove oltre ai benefici di un certo regime di produzione si prende in considerazione anche l'impatto ambientale cioè i potenziali danni ambientali prodotti dall'intero ciclo di trasformazione delle materie prime a partire dalla loro estrazione, passando per la loro trasformazione in energia e prodotti finiti fino ai possibili danni ambientali che produce la loro eliminazione. Questi danni spesso si ripercuotono, sul PIL stesso diminuendolo a causa della riduzione di una buona qualità dell'ambiente come agricoltura, pesca, turismo, salute pubblica, soccorsi e ricostruzione in disastri naturali.
  Questa analisi propone come soluzione misure economiche, tecnologiche e di educazione pubblica in grado di ridurre il consumo d'energia, di rifiuti, di risorse naturali e i danni ambientali promuovendo un modello di sviluppo sostenibile attraverso l'aumento dell'efficienza energetica e di produzione che produca a sua volta una diminuzione della dipendenza dall'estero, la riduzione delle emissioni di gas serra, la riduzione dell'inquinamento locale e globale, fino all'istituzione di una vera e propria economia sostenibile a scala globale e duratura servendosi soprattutto di risorse rinnovabili e procedendo con il riciclaggio di ogni tipo di scarto evitando il più possibile sprechi di risorse. Si tratta dunque di un modello fortemente ottimizzato dell'attuale economia di mercato almeno nei suoi intenti originari. 

giovedì 5 marzo 2015

L' Ornitorinco


 L' ORNITORINCO

La fisiologia dell'ornitorinco è unica. Il ritmo del metabolismo è considerevolmente basso in confronto agli altri mammiferi, con una temperatura corporea media di 32 °C al posto dei 38 °C tipici dei mammiferi placentati. È incerto fino a che punto questa sia una caratteristica dei monotremi, piuttosto che un adattamento da parte del piccolo numero di specie sopravvissute a dure condizioni ambientali. Il corpo e la larga coda piatta dell'ornitorinco sono coperti di pelliccia marrone. Ha piedi palmati e un largo muso, duro come la gomma, che ricordano più un'anatra che qualsiasi altro mammifero conosciuto.
La taglia varia molto: da meno di un chilo a più di due chili; la lunghezza da 30 a 40 centimetri, e quella della coda da 10 a 15 cm. I maschi sono circa un terzo più grandi delle femmine. C'è una notevole variazione nelle dimensioni medie da una regione all'altra, sebbene stranamente questa variazione non sembri seguire nessuna regola climatica.
I cuccioli hanno molari a tre cuspidi, che sono una delle caratteristiche distintive dei mammiferi, mentre gli adulti sono privi di denti. La mandibola è costruita diversamente da quella degli altri mammiferi, e il muscolo che le apre è diverso. Ha anche un'andatura da rettile, con zampe poste ai lati del corpo piuttosto che sotto di esso.

giovedì 11 dicembre 2014

specie a rischio - Fucci14, Fucci15, Fucci16, Vale98

    Il fenomeno naturale dell'estinzione di una specie 
È un fenomeno biologico molto lento in un ecosistema equilibrato viene compensato dalla comparsa di specie nuove; si tratta quindi di un fenomeno che non impoverisce la varietà degli organismi viventi.
Diversa, e per molti versi allarmante, è invece la situazione creatasi negli ultimi 150 anni, a partire dalla Rivoluzione industriale: molte specie sono scomparse e altre rischiano l'estinzione non in seguito a fattori naturali ma per effetto della pressione dell'uomo sull'ecosistema. Il numero di specie che si sono estinte in questi anni non ha precedenti nella storia biologica. Se la frequenza delle estinzioni dovesse procedere con l'attuale velocità, o se addirittura, come sembra stia avvenendo, dovesse accelerare, il numero delle specie estinte nella prossima decade potrebbe eguagliare e superare quello osservato in occasione delle grandi estinzioni di massa, l'ultima delle quali, risalente a 65 milioni di anni fa, provocò la scomparsa dei Dinosauri.
Si teme in sostanza che sia in corso la sesta estinzione di massa nella storia del pianeta. Gli scienziati ritengono inoltre che tutti gli stessi fattori che estinguono gli animali estingueranno lo stesso genere umano. C'è uno spiraglio però: abbiamo il tempo ma, soprattutto, i fondi e la tecnologia per fermare l'estinzione. Ma manca una cosa: la volontà di farlo.