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martedì 9 gennaio 2018

Quello stile dolce dolce

Nelle scorse settimane, le classi terze dei corsi CAT e ARIM,  attraverso una serie di lezioni a classi aperte hanno approfonditamente conosciuto la corrente poetica del "Dolce Stil novo". alle lezioni tenute dalle professoresse Tammone e Sparagna sono seguite una serie di attività diverse, preparazione di cartelloni tematici, libera scrittura di testi poetici ispirati al movimento letterario ed altro ancora. Le attività a classi aperte sono culminate in una lezione autogestita dalle classi che si è tenuta nell'aula Magna lo scorso 5 Dicembre 2017. pubblichiamo volentieri alcuni testi poetici preparati dagli alunni.

Amor lontano
Avea gli occhi come diamanti
 la  chioma lucente come or
ch’io tanto ador
come raggi di sol illuminanti.
Apparia co modi affascinanti
 di cui tanto m’innamor,
più preziosa di un tesor
ch’avevo qui davanti.
La sua pelle chiara
 mi ricorda la luna
 come lei è lontana,
codesta sensazione strana
mi lascia qualche lacuna,
che sol la tua anima ripara.


Chi è questa piena di virtù e bellezza?
Chi è questa piena di virtù e bellezza ?
Con la quale vorrei parlare
ma  al solo sguardo mi devo fermare
che’ non sono degno della sua purezza?
Oh mia amata, tu sei la mia salvezza
con te i miei giorni vorrei passare
finché da te Dio via non mi vorrà portare,
al solo pensiero mi riempio di amarezza.
A te, che sei il mio amore
vorrei donare dolci parole
come le stelle si donano alla luna di notte.
Il mio amore per te è più forte della morte.
Non poterti dedicare a pieno me stesso mi duole
così io ti dedico tutto il mio gentil core.


Questa poesia d’amore, invece, mostra uno stile diverso.

Petali d’amore
L’amore è un fiore
che sogna la sua stella
e nell’immensità del cielo
la vede ancor più bella.
L’amore è come un fiore
Variopinto, quasi radioso
 celebra la vita
con musica infinita,
fiore di campo
velato dalla magia
coi petali ribelli
un po’ ammalati di nostalgia.
IIIARIM.    

martedì 2 gennaio 2018

Unghie&acrilico



Le decorazioni delle unghie, che stanno seducendo milioni di donne nel mondo, hanno in realtà origini molto lontane, millenarie, segno che da sempre il mettere in risalto alcune parti del corpo, il giocare con i colori e le sfumature , rivela il desiderio di trasmettere all'esterno una precisa immagine di sé, di comunicare un messaggio.
L’origine della decorazione delle unghie risale al tempo degli antichi Egizi: già presso il popolo delle piramidi era diffuso, fra le donne quanto fra gli uomini. Esistevano smalti speciali per ricoprire di colori e disegni la superficie delle unghie. Il gioco cromatico aveva un valore fortemente simbolico, in quanto poteva evocare anche l’appartenenza ad un determinato ceto sociale. Anche dall'India sono giunte testimonianze, risalenti alla cultura di 5 mila anni fa, che rivelano l’uso di miscele di henné per la manicure.
Si diffondono nuove tecniche grazie alle quali è possibile ricostruire un’unghia artificiale al di sopra di quella naturale, servendosi di gel o di polveri acriliche. La ricostruzione delle unghie rappresenta la piattaforma ideale, il trampolino di lancio per la fantasia dei nail designers, che possono ora con più libertà osare accostamenti di colori e forme, per creazioni sempre nuove ed originali.
Si decide di coprire con un prodotto l’unghia naturale, quando l’unghia è già in buone condizioni, altrimenti si dovrebbe ricorrere alla ricostruzione (viene ricreata parte dell’unghia e allungata, per esempio in caso di unghie onicofagiche, che è una malattia la quale va ad intaccare su uomini e donne riguardo il loro vizio nel mangiarsi le unghie)
L’unghia naturale viene ricoperta con del prodotto al fine di mantenerla protetta ed esteticamente bella con colori;  per fare questo possiamo scegliere vari prodotti: Gel, Smalto Semipermanente ed Acrilico.
In questo caso andiamo ad analizzare l’acrilico:
L’acrilico (come il gel) viene utilizzato nelle ricostruzioni,  ma può essere applicato anche sull’unghia naturale. Viene applicato con estrema precisione ed è la tecnica più difficile, dato che bisogna creare il composto mentre si lavora. Anche questo prodotto rispetto allo smalto semipermanente, rimane più spesso e come nel gel si crea una leggera bombatura.
L’acrilico ha una buona tenuta e può essere eseguito il ritocco dopo circa 15/20 gg., per rimuoverlo si ricorre alla limatura,  ma può anche essere ammorbidito in soluzione di acetone.
Per la ricostruzione unghie in acrilico bisogna combinare due elementi: il polimero, ovvero una polvere acrilica, e il monomero, un liquido specifico, che a contatto con la polvere scatena una reazione chimica con la quale si ottiene un composto modellabile, che si applica sulle unghie naturali per renderle più resistenti o per allungarle, attraverso l’uso di nails form, ovvero delle cartine specifiche per la ricostruzione unghie ,non si asciuga come il gel in lampada UV, ma all’aria e la sua consistenza è medio/dura.
Secondo la nostra opinione,  a danneggiare l’unghia o a corroderla, non è il prodotto, ma bensì il modo in cui viene utilizzato, la conoscenza di chi ne fa uso e l’attenzione della tecnica delle unghie che fa la differenza. Chi sa come preparare l’unghia naturale e come rimuovere il prodotto in modo sicuro ha la consapevolezza di non rovinarla e di lavorare in modo professionale.


-De Simone Giulia
-Erika Re
I AT    

mercoledì 20 dicembre 2017

L'autentico spirito del Natale



Tra pochi giorni sarà Natale, sarà una girandola di cibi, regali, giochi da tavola e luci, tutte cose assolutamente superficiali. Purtroppo, abbiamo dimenticato il vero senso del Natale, legato alla rinascita, un punto di rottura con il passato e un nuovo inizio, rappresentato, cristianamente, dalla nascita del Bambin Gesù.  Non ricordiamo più   cosa significhi la tradizione dell’albero, diventato solo una decorazione; sappiamo che,  primi, alberi, non necessariamente pini o abeti comparvero infatti, secondo l’Enciclopedia britannica, nelle piazze della Germania medievale: erano l’albero del Paradiso terrestre nelle rappresentazioni dedicate ad Adamo ed Eva e alla storia del mondo che si svolgevano alla vigilia di Natale, addobbati perciò soprattutto con mele e frutti. Da lì gli alberi si spostarono nelle case dei tedeschi, decorati con dolci e poi con candele. Per secoli furono una tradizione solo tedesca, allargata ad Austria e Svizzera e un poco alla volta alle corti europee. A decretare il successo dell’immagine della famiglia riunita attorno all’albero fu una illustrazione della regina Vittoria con tutta la famiglia reale pubblicata da un giornale londinese nel 1848. La sovrana era figlia di una principessa tedesca e il marito era un cugino che veniva dalla stessa famiglia di Sassonia-Coburgo e dunque erano cresciuti entrambi nella tradizione dell’albero decorato nella casa. A quanto pare fu da quel disegno su un giornale che tra i britannici si diffuse l’uso di addobbare un albero in casa. Ho voluto ricordare le origini di queste tradizioni perché, è necessario che il Natale, anche per noi ragazzi, torni a significare il rinascere, lo stare in famiglia e scambiarsi l’affetto, non solo in quel giorno, ma per trecentosessantacinque giorni l’anno. Con questa idea del Natale vogliamo augurarvi buone feste e felice anno nuovo.
Brocchetta Gwein Rebecca