Pagine

sabato 20 gennaio 2024

La scuola


La scuola rappresenta un vero e proprio laboratorio di crescita, un luogo dove gli individui non solo acquisiscono conoscenze, ma si formano come persone, sviluppando competenze sociali e personali fondamentali per affrontare la complessità della vita. Attraverso le mie esperienze scolastiche, ho potuto constatare come il percorso educativo influisca profondamente sul mio sviluppo. Le esperienze positive vissute a scuola sono molteplici: incontri significativi con insegnanti appassionati, momenti di condivisione con compagni di classe e attività che hanno arricchito il mio bagaglio personale. Tuttavia, non possiamo ignorare le sfide che la scuola può presentare. La pressione degli esami, il rapporto di gruppo e la ricerca di identità possono diventare vere e proprie prove da superare.Le sfide non sono per forza negative; al contrario, sono opportunità di crescita. Attraverso i momenti difficili, ho imparato a gestire lo stress, a sviluppare e a migliorare le mie abilità. La scuola è una palestra dove si allenano non solo le menti, ma anche le emozioni e la capacità di adattamento. Le riflessioni personali sulla scuola vanno al di là delle materie insegnate. È un viaggio di scoperta in cui si definiscono passioni, valori e obiettivi di vita. La scuola non è solo un luogo fisico, ma un ambiente in cui si coltivano relazioni e si costruisce il senso di appartenenza a una comunità più ampia. La partecipazione attiva alle lezioni, la ricerca di nuove opportunità e la volontà di mettersi in gioco sono fondamentali per sfruttare appieno il potenziale formativo dell'istruzione. Attraverso esperienze, sfide e riflessioni, ognuno di noi contribuisce a modellare la propria crescita, portando con sé il bagaglio di apprendimenti che formerà la base per affrontare il futuro con fiducia.

Giada Leotta

Parla l'ambasciatore israeliano


"Durante la trasmissione "Stasera Italia" su Rete 4 del 25 ottobre 2023, l'ex ambasciatore israeliano ha espresso opinioni molto forti riguardo alla situazione in Israele, dichiarando: 'Ogni persona che minaccia un ebreo, che vuole uccidere un ebreo, deve morire. L'obiettivo è distruggere Gaza, questo male assoluto.' Queste dichiarazioni hanno generato polemiche sui social media, con alcuni utenti che criticano la mancanza di considerazione per la popolazione di Gaza, composta da 2,5 milioni di persone, molte delle quali non hanno alcun legame con Hamas. Alcuni spettatori hanno trovato poco diplomatiche e non moderate le parole dell'ambasciatore, che ha affermato chiaramente: 'Il nostro obiettivo è distruggere Gaza', ignorando le conseguenze umanitarie.

 

La polemica si è estesa anche sulla questione della condanna di Hamas come organizzazione terroristica. Molti concordano sulla necessità di condannare il terrorismo, ma si solleva la questione se sia giusto condannare l'intero popolo palestinese per le azioni di alcuni. Inoltre, c'è preoccupazione per la manifestazione di violenza verbale e islamofobia verso la popolazione palestinese, nonostante il riconoscimento del grande svantaggio militare della Palestina rispetto a Israele.

 

In conclusione, la situazione suscita diverse opinioni e riflessioni sulla necessità di distinguere tra le azioni di organizzazioni specifiche e la condanna di intere comunità."


Roberta Timpu

 

 

domenica 7 gennaio 2024

CARAVAGGIO


Ciao a tutti i miei lettori, oggi parliamo di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, era nato a Milano nel 1571 ed è morto a Porto Ercole nel 1610.

 E’  uno dei più grandi pittori della storia dell’arte. All’inizio della sua carriera lascia Milano, sua città natale, per trasferirsi a Roma dove lavora per il cardinale Francesco Maria del Monte e altri importanti committenti. A causa del suo carattere facilmente irritabile e violento è stato protagonista di una serie di vicende negative, tra cui un omicidio che, dal 1606, lo ha costretto a lasciare Roma e a spostarsi continuamente, in fuga, prima a Napoli, quindi a Malta, poi in Sicilia e ancora a Napoli: da qui riparte con la speranza di tornare a Roma, ma si ammala e si spegne sulla spiaggia di Porto Ercole.

Nella sua pittura lo sfondo è quasi sempre scuro con giochi di luce quasi teatrali, si stenta a credere che le sue idee siano state concepite quattro secoli fa, guardate il Bacco, sembra un ragazzo normale, anche il Cristo il lenzuolo bianco ricorda il sudario, il nodo nero vicino all’ombelico, il centro del corpo per i filosofi neoplatonici , nella  bibbia l’ombelico è una coppa dove non manca mai il vino .Tutto, nei suoi dipinti, dalla luce al taglio della composizione, fa pensare a un’arte che riconosciamo, a un calco di sensibilità ed esperienze che non sono quelle del Seicento ma quelle di ogni secolo in cui sia stato presente e centrale l’uomo; la si può chiamare pittura della realtà, e a questo deve la sua incessante attualità.

La mia spiegazione finisce qui alla prossima.

Matteo Giuliani

venerdì 22 dicembre 2023

CALCIO E PASSIONE


Nel cuore della stagione scolastica, la passione per il calcio ha travolto studenti, insegnanti e genitori dell’Istituto superiore nettunese “Emanuela Loi” grazie al recente torneo di calcio organizzato dalla scuola. L'evento ha trasformato il campus in un vivace campo di battaglia, dove l'entusiasmo, la competitività e il fair play si sono fusi per creare un'esperienza indimenticabile. Gli studenti, suddivisi nelle squadre rappresentanti le diverse classi, hanno sfilato con orgoglio, sfoggiando le proprie divise personalizzate e creando un'atmosfera di eccitazione palpabile.

 

I vincitori del torneo sono stati la squadra della seconda A Sportivo per il biennio e una squadra mista di alunni della quinta A RIM e Turistico. Nonostante la competizione intensa, il fair play e lo spirito sportivo hanno dominato il torneo. Gli studenti hanno dimostrato un rispetto esemplare per gli avversari, congratulandosi reciprocamente per le prestazioni eccezionali e accettando le decisioni degli arbitri con dignità. Questo atteggiamento positivo ha contribuito a creare un ambiente in cui l'amicizia e il rispetto reciproco sono emersi come vincitori indiscussi.

 

Con grande soddisfazione tra gli organizzatori, la professoressa di Scienze Motorie Marzia Cittadini ha dichiarato: “Un ringraziamento speciale va al nostro Dirigente Scolastico, alla collega Barone che ha preparato, organizzato e arbitrato, al nostro capo dipartimento Giuliana Cardoselli e a tutti i colleghi di scienze motorie che hanno reso possibile tutto ciò con la partecipazione di Pasquale Pastore, non ultimo Fabrizio Bonomo che ci ha supportato durante l'ultima giornata arbitrando la finale insieme ad Anita Barone. Grazie all’Anzio calcio che ci ha ospitato gratuitamente. È stata una grande vittoria per il nostro Istituto essere riusciti ad organizzare un piccolo evento come questo per i nostri ragazzi”.

 

Contento anche il Dirigente Scolastico Dott. Gennaro Bosso che dice: “Il torneo di calcio della scuola non è stato solo un'opportunità per mostrare il talento sportivo, ma anche un'esperienza formativa che ha insegnato agli studenti valori come la lealtà, il lavoro di squadra e la resilienza. Sono orgoglioso di vedere gli insegnanti e i loro studenti impegnati in un'attività così costruttiva, hanno sottolineato l'importanza di equilibrare l'educazione sportiva con quella accademica”.

 

 

 

 

 

 

sabato 9 dicembre 2023

LA DISPARITA' DI GENERE


Fin dai tempi più antichi , la figura maschile ha sempre avuto una presunta “superiorità” , in ogni ambito,  fisico, verbale e

psicologico, nei confronti delle donne ,provando esplicitamente o implicitamente a lasciar passare questo assurdo messaggio.

VI sono donne che per questi motivi ,ancora oggi convivono perennemente con la paura, ogni giorno, sia nell'andare a scuola che per andare a lavoro, o per esempio , soltanto a camminare da sole in determinati orari. Riflettendoci è una cosa inammissibile perché colei che mette al mondo l’uomo non può temerlo . In questa società essere donna significa ancora essere un oggetto ,significa avere il terrore di un uomo e del suo sguardo, significa non essere libera ; ed è proprio per questo che quotidianamente sentiamo notizie di donne uccise solo per il loro genere e per quello che per questa società rappresenta .Sono realtà radicate all’interno della cultura patriarcale che permane la nostra società , nella quale i casi di violenza sono miminizzati, coperti da omertà e in qualche modo normalizzati .  Tutto avviene nel quadro di un modello educativo che spesso esalta a prescindere l’intraprendenza o addirittura l’aggressività sessuale maschile e il possesso dell’uomo nei confronti della donna .Chi violenta e uccide una donna non è un mostro; un mostro è qualcosa di incontrollabile che va oltre le nostre capacità di pensiero. Chi violenta e uccide è una persona, e in quanto tale deve essere responsabilizzata. A fronte di questi femminicidi in preoccupante aumento e di richieste d’aiuto sempre più frequenti , le istituzioni e la giustizia continuano a girarsi dall’altra parte lasciando che le donne si sentano sole ed inascoltate .

Sono stanca di vedere la storia ripetersi senza che nessuno faccia qualcosa affinché questi numeri calino

fino a scomparire, sono stanca che tutti chiedano e in pochi rispondano ,lasciando che la protezione resti una conquista e non un diritto .

Sono stanca di vedere le foto di donne che speravano di essere aiutate da qualcuno e che ora ci

sorridono immobili nell’immagini che condividiamo sui nostri profili social di fretta ,come che fossero delle figurine e non

degli esseri umani . Molte volte le persone hanno paura di uomini con tatuaggi ,con la barba ,ma la nostra società ancora

non ha compreso che al mondo d’oggi il male veste pulito e che dietro un viso angelico si potrebbe nascondere l’assassino più brutale . Come donna non mi voglio ritenere né privilegiata entrando gratis in discoteca per il mio aspetto né in difetto quando vesto in modo da esaltare il mio corpo . Voglio rimanere alla pari di colui che è visto come una figura che vince su tutto: l’uomo.

In 17 anni di vita, a prescindere dalle brutte affermazioni con cui una donna viene classificata e dalle battute sessiste c’è stato un particolare caso dove come “figura femminile “ , mi sono sentita umiliata da parte di un uomo . Non sono mai stata derisa ,criticata, denigrata, insultata e soprattutto messa in cattiva luce così tanto ,e quello che mi ha toccato e soprattutto cambiato profondamente non è stato per il modo in cui una figura maschile mi ha trattato , perché questo non lo potevo ,non lo posso, e non lo potrò controllare , ma è stato il modo in cui io mi sono fatta trattare da lui che è stato indegno. Sul momento non ci si da mai tutto questo peso ma riflettendoci bisogna capire che ciò non è normale e deveessere assolutamente abolito. Questa battaglia non è qualcosa che riguarda solo noi, ma dovrebbe essere combattuta soprattutto con gli uomini. Molti di loro se ne tirano fuori con affermazioni : “non sono così”, ma il problema è proprio questo, ovvero che tutti dobbiamo contribuire e sostenere ciò per cui ne vale la pena combattere: la cosiddetta “parità di genere”. Rieduchiamo gli uomini ad essere padri e saper dare la vita per chi amano senza rivendicazioni . Uniti, altruisti per il bene dell’altro, responsabili, gente su cui si può veramente contare. E’ questo il traguardo che bisogna raggiungere. Ridiamo a questa gioventù con valori persi “cibi” buoni. Nutriamoli di bellezza, di rispetto, di aiuto per chi soffre, di senso di gratitudine, del senso di dovere e di paternità, perché solo così facendo riusciremo finalmente a vivere bene gli uni con le altre.

 

ANGELICA IONTA 4AT