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lunedì 1 novembre 2021

2 novembre Festa dei morti: Le tradizioni italiane

di Alessandro Iodice
Il 2 Novembre è il giorno in cui i cristiani cattolici omaggiano i defunti. Le origini della festa sono Bizantine. Nella Bibbia ci sono diversi passi che farebbero riferimento a riti per i morti. Nella storia della Chiesa la prima celebrazione risale al 998.

In Italia esistono diversi modi di festeggiare il 2 novembre.

In Lombardia, la notte tra l’1 e il 2 novembre molte persone mettono in cucina un vaso di acqua fresca per far dissetare i morti.

In Friuli si lascia un lume acceso, un secchio d’acqua e un po’ di pane.

In Umbria si preparano gli “stinchetti” dei morti e dolci a forma di fave.

In Abruzzo, oltre al tavolo da pranzo apparecchiato, si lasciano ancora oggi tanti lumini accesi alla finestra quante sono le anime care.

A Roma la tradizione voleva che il giorno dei morti si tenesse compagnia ad un defunto consumando un pasto vicino alla sua tomba.


In Sicilia il 2 Novembre è una festa con molti riti per bambini. Se i più piccoli sono stati bravi, riceveranno dai morti i doni che troveranno la mattina sotto il letto: si tratta di giochi e dolci, come i pupi di zucchero, bambole di zucchero. Si preparano gli “scardellini”, dolci fatti di zucchero e mandorle o nocciole a forma di ossa di morti e si mangia la frutta martorana, fatta di pasta di mandorle colorata.

A Napoli è tradizione acquistare il torrone dei morti un dolce pieno di cioccolato a base di nocciole, morbido e cremoso, la cui forma ricorda un po’ la bara. A Napoli questo dolce torrone è chiamato “murticello”, cioè piccolo morto.


 

 

 

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