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mercoledì 15 aprile 2026

Una seria fuoriserie

di Aurora Pistillucci


Bridgerton: una delle serie TV più discusse negli ultimi tempi, proprio grazie all’uscita della sua

quarta stagione. Ma di cosa si parla esattamente? E soprattutto, vale la pena vederla? Scopriamolo

insieme, grazie a questa review.

Prima di tutto bisogna chiedersi: cos’è Bridgerton? Bridgerton è una serie TV statunitense ideata

da Chris Van Dusen e prodotta da Shonda Rhimes, ispirata ai romanzi di Julia Quinn. La serie TV è

uscita il 25 dicembre del 2020 su Netflix e fin da subito ha conquistato il pubblico.

Qual è la trama? Nella serie TV, si racconta la storia della famiglia Bridgerton, appartenente all’alta

società londinese durante la Reggenza inglese. Balli sfarzosi, matrimoni combinati e scandali

nascosti. Ma ogni stagione si concentra esclusivamente su una storia d’amore diversa.

Uno dei punti più dibattuti riguarda la scarsa accuratezza storica. I costumi, la musica, la

rappresentazione sociale sono tutti molto lontani dalla realtà. Ma è proprio qui che possiamo trovare

una giustificazione per questa serie TV. Non è nata per essere una storia vera, ma per essere una

storia da intrattenimento. Il suo obiettivo è quello di raccontare una storia del passato, ma

interpretando le storie del passato con una chiave moderna, rendendola accessibile e coinvolgente

per il pubblico di oggi.

Ma non solo si parla di storie d’amore. La serie tocca anche tematiche molto attuali come la donna

nella società, la ricerca della propria identità, le aspettative della famiglia e la pressione sociale ed è

per questo che piace così tanto!

Possiamo dire, quindi, che Bridgerton è una serie TV che divide. Ci sono persone che la criticano e

persone che l’adorano proprio per il suo stile fuori dagli schemi. Ma è innegabile che riesca a

catturare l’attenzione proprio grazie all’estetica, le dinamiche tra i personaggi e le storie

coinvolgenti. Non è perfetta, ma difficilmente riesce a lasciare indifferente.

"Repubblica" compie cinquant'anni

di Michelle Massimi








Il 4 Marzo 2026 la classe 4AGC della scuola Emanuela Loi di Nettuno, ha

partecipato ad una gita scolastica situata a Roma nella zona di Piramide, a

vedere una mostra sul giornale  " Repubblica" da cinquant'anni in edicola.

 I ragazzi hanno partecipato a questa esperienza interessante, sono stati 

guidati da un signore che faceva parte dello staff del giornale che  ha s

piegato un po’ tutta la storia del quotidiano. 

ha raccontato come e’ nato " Repubblica " e come nel tempo

e’ cambiato, sia nel modo di scrivere che nella grafica. Ha parlato anche di

quanto è importante l’informazione e di come i giornali raccontano quello

che succede nel mondo. All’interno della mostra c erano tanti giornali

di questo cinquantennio,  era interessante vedere come cambiavano i titoli e le

 notizie in base a periodi storici. 

Nella mostra c’era uno schermo interattivo, dove si

poteva inserire una data e vedere il giornale uscito quel giorno.Infine la

guida ha spiegato anche come lavorano i giornalisti e quanto tempo ci

vuole per preparare un giornale. Infine la visita e’ stata molto interessante

per la classe, un’ esperienza diversa dal solito.

sabato 21 marzo 2026

21 Marzo 2026 31ª Giornata della memoria e dell’impegno


Oggi, nella Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, la

nostra scuola, dedicata ad Emanuela Loi, agente di scorta a Paolo Borsellino, rinnova il proprio

impegno a custodire e trasmettere i valori della legalità, della giustizia e del coraggio.

Ricordare le vittime della mafia non significa solo onorarne la memoria, ma anche assumersi la

responsabilità di costruire un futuro diverso, libero dalla paura e dall’omertà. L’esempio di chi ha

sacrificato la propria vita per difendere lo Stato e la dignità delle persone deve continuare a

guidare le nostre scelte quotidiane.

Come comunità scolastica, siamo chiamati a essere cittadini consapevoli, capaci di dire “no” a ogni

forma di illegalità e di contribuire, con piccoli e grandi gesti, a una società più giusta.

La memoria è un seme: coltiviamolo insieme, ogni giorno.

TORNA LA SCABBIA



di Eliana Mei, Iulia Miclaus, Asia Motsejuk, Emma De Fiocco

La  scabbia torna a preoccupare Roma  con segnalazioni di casi in diversi quartieri della Capitale.

I casi riguardano soprattutto scuole, famiglie e strutture di accoglienza dove il contagio è più facile a

causa del non rispetto delle norme igieniche sanitarie.

Le autorità sanitarie invitano alla calma, ricordando che si tratta di una patologia curabile.

Fondamentale è la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo delle persone coinvolte.

I medici raccomandano attenzione ai sintomi, come prurito intenso e lesioni cutanee.

La Asl monitora la situazione, rafforzando le attività di prevenzione sul territorio.

L'obiettivo è evitare allarmismi, puntando su informazione corretta e responsabilità.

Tra le zone colpite non c’è solo Roma ma anche la provincia, in particolare le zone di Aprilia, Tivoli e

Guidonia. Negli ultimi mesi si segnalano casi soprattutto in ambito scolastico, nelle scuole il contagio è

favorito dal contatto ravvicinato tra studenti e dalla condivisione di oggetti;  Il parassita si trasmette, infatti, attraverso il contatto diretto prolungato.

Le autorità sanitarie rassicurano: la scabbia è una patologia curabile ma è essenziale intervenire

tempestivamente con diagnosi e terapia adeguata.

Scuole e famiglie sono chiamate a collaborare per limitare la diffusione.


PROCURATO ALLARME: USO INAPPROPRIATO O NUOVO GIOCO GIOVANILE



di Mario Cacopardi, Simone Pittalis, Artem Grygel

Nella società moderna l’uso del cellulare è diventato quotidiano e spesso eccessivo. Un utilizzo poco

consapevole può portare a chiamate inutili alle forze dell’ordine, causando disagio e spreco di risorse

importanti.

Molte persone non riflettono sulla gravità di questi gesti e sulle possibili conseguenze. In alcuni casi,

però, la chiamata può avvenire in modo involontario: esistono infatti applicazioni di emergenza che

permettono di contattare la polizia con un semplice tocco sul telefono. Queste chiamate accidentali

possono creare problemi e obbligano chi le effettua a giustificarsi rapidamente, per evitare rischi o

sanzioni.

Esempi di Procurato Allarme:

Telefonata Anonima ai Vigili del Fuoco: Chiamate anonime segnalano incendi inesistenti,

costringendo i vigili del fuoco a rispondere a emergenze che non esistono realmente.

Falso Allarme Bomba: Diffondere falsi allarmi bomba in luoghi pubblici crea panico e richiede

l’intervento delle forze di sicurezza per mettere in sicurezza l’area.

Notizie Inventate sui Social Media: Pubblicare notizie false su disastri imminenti, come

terremoti, diffonde panico e stress ingiustificato tra la popolazione.

Email con Virus Simulanti Attacchi Terroristici: L’invio di email contenenti virus che simulano

attacchi terroristici sfrutta la tecnologia per seminare paura e disordine.

Urlare in un Luogo Pubblico: Gridare “Al fuoco!” senza una reale minaccia può causare caos e

potenziali lesioni durante l’evacuazione del pubblico.

Definizione Giuridica: Articolo 658 del Codice Penale

Il reato di procurato allarme è disciplinato dall’articolo 658 del Codice Penale, che recita:

“Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’autorità, o presso

enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con

l’ammenda da euro 51 a euro 516.”

In sostanza, si configura il reato quando si diffondono notizie false o esagerate su eventi calamitosi,

incidenti o situazioni di pericolo, capaci di generare preoccupazione o panico tra la popolazione o di

impegnare inutilmente le forze dell’ordine e i servizi di soccorso.

Riferimenti Normativi e Giurisprudenza

Articolo 658 del Codice Penale: Testo della norma che disciplina il reato di procurato allarme.

Articolo 414 del Codice Penale: Istigazione a delinquere (utile per distinguere casi più gravi).

Giurisprudenza: Numerose sentenze della Corte di Cassazione hanno chiarito i contorni del

reato, specificando i requisiti necessari per la sua configurazione. È importante notare che la

giurisprudenza è in continua evoluzione.

Conclusioni: Un Appello alla Responsabilità

Il reato di procurato allarme, seppur considerato un reato minore, può avere conseguenze significative

sulla tranquillità pubblica e sull’efficienza dei servizi di soccorso. È fondamentale agire con responsabilità

e verificare sempre le fonti delle informazioni prima di diffonderle, evitando di contribuire alla diffusione di

notizie false o esagerate che possono generare panico e allarme ingiustificato. La consapevolezza delle

conseguenze delle nostre azioni è il primo passo per prevenire questo tipo di reato.