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lunedì 22 dicembre 2025

Auguri di Buone Feste

 


A TUTTI I NOSTRI LETTORI BUONE FESTE

Pacchi di Natale

Solidarietà che cresce: oltre 1.500 scatole raccolte dall’Aps Con_tatto in cinque anni


Dal 2020 a oggi, la solidarietà sul territorio ha trovato una forma concreta grazie all’impegno dell’Aps Con_tatto, promotrice di una raccolta solidale che, anno dopo anno, ha coinvolto cittadini, scuole e associazioni, ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione.

L’iniziativa, coordinata da Sara Cardinale, Ivana Calabrese e Clizia Rosana, nasce con l’obiettivo di raccogliere scatole donate nei vari punti del territorio. A partire dal 2022, il progetto ha compiuto un ulteriore passo in avanti aprendo la partecipazione anche alle scuole, che hanno aderito in maniera attiva, contribuendo a diffondere tra i più giovani i valori della condivisione e dell’aiuto reciproco.

Nel 2025 la rete solidale si è ulteriormente rafforzata grazie all’avvio della collaborazione con Anffas Anzio e Nettuno, segno di un lavoro sempre più strutturato e inclusivo.

Le scatole raccolte vengono donate alle parrocchie e alle associazioni che ne fanno richiesta, rispondendo così a bisogni concreti del territorio. Dal 2023, inoltre, l’Aps Con_tatto ha scelto di portare una parte delle scatole anche negli istituti penitenziari, come gesto simbolico di “regalo di ritorno”, capace di restituire dignità e attenzione a chi vive una condizione di fragilità e isolamento. Anche il nostro Istituto scolastico ha partecipato all’iniziativa, i ragazzi del labratorio inclusione hanno lavorato  realizzando il nostro contributo, tante scatole natalizie che sono state consegnate agli organizzatori dell’evento.

I numeri raccontano la portata dell’iniziativa: 1.515 scatole raccolte complessivamente, di cui 887 già consegnate ai vari enti e 628 destinate ai carceri. Dati che testimoniano non solo l’efficacia organizzativa del progetto, ma soprattutto la risposta generosa di una comunità che continua a credere nella forza della solidarietà.

sabato 29 novembre 2025

Luminarie anticipate


Già verso metà novembre, basta farsi un giro per le strade principali per capire che l'atmosfera

natalizia è iniziata. Le città, soprattutto nei centri più frequentati, si illuminano con le prime luci e

decorazioni, e nei negozi spuntano alberi addobbati e le classiche canzoni delle feste. Sembra che

questa cosa inizi sempre prima ogni anno.

Quello che succede è chiaro a tutti: molte città accendono le luci prima del solito, i negozi

preparano le vetrine a tema e iniziano anche i mercatini che danno vita alle piazze.

Ma come mai succede? Ci sono diverse ragioni. Prima di tutto, i negozi cercano di allungare il

periodo degli acquisti per Natale e di creare un ambiente più carino per attirare gente. I comuni,

invece, cercano di illuminare e rendere più belle le strade, soprattutto quando fa buio presto e fa

freddo. In alcune città, capita anche che si faccia una piccola cerimonia per l'accensione dell'albero,

che affascina sempre un sacco di persone e le coinvolge.

Considerando tutto questo, esistono differenti punti di vista. Alcuni pensano che sia troppo presto e

che sia meglio aspettare dicembre per entrare nello spirito giusto. Altri, invece, apprezzano l'aria più

colorata e vivace che rompe la solita routine dell'autunno. A me, personalmente, piace questo

anticipo: vedere le strade illuminate e sentire la musica mi mette allegria e mi fa pensare che sta per

arrivare un periodo più tranquillo.

Il Natale, quindi, sembra iniziare sempre un po’ prima. E anche se il calendario dice che manca

ancora tempo, le luci e le decorazioni che compaiono a metà novembre riescono già a cambiare

l’atmosfera delle città, rendendole più accoglienti e luminose.

Aurora Pistillucci

giovedì 27 novembre 2025

Cellulari vietatissimi a scuola


Da quando la scuola ha introdotto il divieto assoluto di usare il cellulare durante le lezioni, i corridoi sembrano più silenziosi. Sulla carta la regola è chiara: telefono spento e chiuso nello zaino. Nella pratica però, la convivenza tra divieti e generazione  digitale è più complicata. Molti studenti raccontano che il telefono è diventato quasi un abitudine toccarlo, controllarlo, tenerlo vicino. È difficile spegnere un’abitudine che accompagna ogni momento della giornata. Così, mentre la scuola cerca di ristabilire ordine e concentrazione, i ragazzi si ingegnano. C’è chi nasconde lo smartphone nella felpa, chi lo mette tra i libri fingendo di cercare appunti, chi sfrutta i bagni come piccole “zone safe” in cui rispondere ai messaggi. Qualcuno attiva la modalità silenziosa e rischia occhiate rapide sotto il banco. Non sempre per ribellione, spesso è ansia di perdere qualcosa, o semplice ossessione.Molti genitori si dichiarano favorevoli al divieto, convinti che possa aiutare i ragazzi a concentrarsi di più e a ridurre la dipendenza dagli schermi. Anche diversi professori approvano la misura, spiegando che le lezioni scorrono con meno distrazioni. Allo stesso tempo però, alcuni insegnanti riconoscono che l’uso dello smartphone fa ormai parte della vita quotidiana degli studenti e che la soluzione non può essere solo proibire, ma educare a un uso responsabile. Anche se gli insegnanti da parte loro, notano un miglioramento dell’attenzione e un clima più tranquillo. Ma sanno anche che il divieto non risolve il problema alla radice, il legame tra studenti e smartphone è forte, quasi automatico. Il vero punto forse è trovare un equilibrio. La scuola prova a proteggere lo studio, gli studenti cercano un modo per non sentirsi “tagliati fuori”. In mezzo c’è una domanda che pesa: siamo ancora noi a controllare il telefono, o è lui che detta i nostri gesti? In fondo, la questione resta aperta: la scuola prova a imporre ordine, ma i ragazzi vivono in un mondo dove il telefono è sempre stato parte della giornata. La sfida sarà trovare un punto di incontro tra regole e realtà, senza creare muri inutili. Forse il vero obiettivo non è vietare, ma insegnare a usare la tecnologia senza diventarne dipendenti. 


Di: Massimi Michelle

27/11/2025


Sempre più belle


Negli ultimi anni l’estetica è diventata sempre più importante: l’apparenza, l’essere belli, il piacersi. Tutto questo grazie alle nuove tecniche estetiche che si sono sviluppate, nel corso del tempo, in tutto il mondo. Parliamo della Laminazione a ciglia e sopracciglia, nata negli USA consiste nell’applicazione di prodotti a base di cheratina e vitamine che rinforzano e curvano, dando una definizione al nostro sguardo. Si parte dalla pulizia, passando per la posa di una soluzione liftante, fino ad arrivare alla fissazione utilizzando un siero nutriente. 

Il risultato dura dalle sei alle otto settimane, varia a seconda della crescita individuale di ciglia e sopracciglia. Questo trattamento è indicato per ciglia dritte, secche e fragili o per sopracciglia irregolari e poco definite.

Molti saloni offrono la possibilità di abbinare la laminazione a una tintura per ottenere un risultato più intenso. In genere il costo medio per una laminazione delle ciglia varia dai 30 agli 80 euro, per le sopracciglia si aggira tra i 40 e i 70 euro a seduta. 

I prezzi variano a seconda dei prodotti che vengono utilizzati.

Insomma la perfezione sui nostri occhi!

Ma tutto questo avrà delle controindicazioni? Ebbene si. 

Non tutti possono sottoporsi a questo tipo di trattamento: donne in gravidanza a causa della maggiore sensibilità ormonale, persone con patologie oculari, persone allergiche ai componenti dei prodotti, donne in menopausa dove la laminazione è più irritante e poco efficace, chi soffre di dermatite o lesioni cutanee. E’ possibile notare un lieve arrossamento o un’irritazione che dura 24/48h.

Molti esperti consigliano di fare un test di sensibilità 24h prima della seduta, soprattutto per chi deve fare i primi trattamenti.

FonteUfficiale.it

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Rossetti Martina