martedì 13 marzo 2018

La giovane poetessa Martina Germani Riccardi alla “Loi” di Nettuno



Il giorno martedì 6 febbraio 2018, presso il Tecnico Commerciale “Emanuela Loi” di Nettuno, si è svolto il primo incontro del progetto di Istituto sulla ‘giovane poesia’, intitolato “4 Incontri tra oralità e scrittura: esempi di giovane poesia contemporanea”, ormai alla quinta edizione.
L’incontro, con la giovane poetessa Martina Germani Riccardi, ha visto la presenza di alcune classi dell’Istituto, fra cui i partecipanti al laboratorio di poesia attivo nella scuola. Il progetto è stato ideato e curato dal prof. Ugo Magnanti con la partecipazione del prof. Maurizio Urbani.
L’incontro ha avuto inizio con una breve presentazione svolta dal prof. Magnanti, attraverso la quale ha rappresentato alcune caratteristiche della poetessa, citando, oltre al lavoro poetico, anche il lavoro sulle tesi sperimentali all’università di Roma “La Sapienza”. Infatti la poetessa ha realizzato una tesi sul sistema di accoglienza e integrazione di migranti di Riace e una tesi sulla discriminazione di gay e lesbiche in Italia.
Martina Germani Riccardi ha poi, nel 2016, pubblicato la sua prima opera di poesia, dal titolo “Le cose possibili”, presentata nelle principali città italiane.
Dopo la lettura di alcune poesie ci sono stati gli interventi critici dei proff. Magnanti e Urbani, per poi passare alle domande svolte dagli studenti. Un intervento rilevante durante quest’incontro è stato eseguito dalla prof.ssa Eugenia Bevilacqua, che ha colto l’occasione per rivolgere un messaggio molto importante ai ragazzi, prendendo spunto dall’esperienza di vita della poetessa. È così emerso il tema della sensibilità, ma soprattutto l’importanza di vivere la vita senza pensare ai pregiudizi altrui. Attraverso gli interventi e le domande del pubblico, la giovane poetessa ha potuto esprimere un concetto molto importante sul tema della vita, parlando per esperienza personale, e affermando che attraverso la forza e il coraggio di affrontare i problemi è possibile oltrepassare anche quei muri che sembrano invalicabili, proprio come viene espresso dal titolo del suo libro “Le cose possibili”.
Al termine dell’incontro due studentesse della scuola hanno realizzato un’intervista con la poetessa, la quale ha spiegato che la voglia di scrivere poesia le è venuta dalla voglia di vivere, perché scrivere è un’esigenza che reagisce a un immobilismo emotivo che attende di essere smosso.
Infine, alla domanda: “Cos’è per te la poesia”, Martina ha risposto: “La poesia è come una scultura, qualcosa che si scolpisce […] Nella poesia non si creano mondi, ma si scolpisce, si tolgono tante cose. Ecco, se lo devo dire con una sola parola, dico ‘scavo’”.
 Alessandro Lanzuisi

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