martedì 29 maggio 2018

Campioni

Nei  giorni scorsi, si è svolta a Roma, presso la Casa dell'Architettura,  la prima edizione del premio "Scuola digitale"; vi hanno partecipato dodici scuole della Provincia di Roma , ciacuna di esse ha presentato un progetto legato all'innovazione ed all'uso delle nuove tecnologie. Tra le Istituzioni scolastiche partecipanti era presente L'Istituto Tecnico Commerciale "Emanuela Loi" di Nettuno, i cui alunni delle classi quarta A SIA e quarto B SIA, durante il percorso di alternanza scuola-lavoro, hanno realizzato un'applicazione che si chiama "Easy Nettuno", ed è stata pensata allo scopo di favorire il turismo e la conoscenza del nostro territorio. finanziatori dell'app saranno il Comune di Nettuno ed i gestori di esercizi commerciali. Le classi sono state accompagnate alla gara dai referenti del progetto, la Professoressa Elena Maria Brachetti ed il professor Stefano Cristofani. l'esito del concorso è stato positivo per l'Istituto "Emanuela Loi", che oltre ad essere stata sorteggiata per la fase regionale, che si terrà il prossimo autunno, si è aggiudicata la pool position nella classifica portando a casa premi e soddisfazioni. Oltre  IV A e della IV B del corso Sistemi Informativi Aziendali, si sono aggiudicati il passaggio alla successiva fase regionale: l’istituto agrario “Garibaldi” di Roma, l’istituto “Einaudi” di Roma, l’Itis “Cardano” di Monterotondo.
A giudicare i progetti una giuria tecnica composta da Maria Cristina Selloni, direttore del dipartimento turismo, formazione e lavoro di Roma Capitale, Paolo Scamadì, responsabile Ufficio progettazione e coordinamento dei corsi Cciaa Roma, Luisa Arezzo, Direttore Scuole di Roma, Patrizia Bergese, Web manager Equilibra e Antonio Calcaterra del dipartimento di ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma.
Giovanni Bica IV SIA

mercoledì 23 maggio 2018

Attimi estemporanei

Una spazzola in mano ed uno specchio a volte fanno miracoli. A volte, invece, sono solamente io che canto davanti allo specchio alle sette di mattina. I capelli bagnati mi svolazzano di qua e di là inumidendomi le spalle e bagnandomi la maglietta.
Quando smetto di cantare mi lego i capelli in una coda alta senza asciugarli, perché siamo in estate piena e di usare il fono non se ne parla proprio. Mi guardo a lungo allo specchio cercando ogni singolo particolare che potrebbe essere cambiato negli ultimi anni: una lentiggine in più, il naso più all'insù oppure i capelli un po' più lunghi. Niente cambiamenti.
Sospiro a fondo prima di infilare la felpa verde e le scarpe dello stesso colore, allungo una mano sullo specchio ed in pochi secondi la vedo scomparire in esso.
Mi immergo completamente nelle onde dello specchio ed in poco tempo cado nel vuoto per minuti che sembrano infiniti. Poi rallento, ed i miei piedi si poggiano delicati sulla terra ferma.
Sorrido quando un brivido mi percorre la schiena: Inverno.
Non so ancora che nome dare alla mia scoperta, avvenuta circa un anno fa. Ma la pioggerella che cade leggera a terra mi rilassa in un secondo e il rosso dell'erba rende tutto più vivace. Le piante si arrampicano ovunque, anche sulle fabbriche sospese dal terreno. I fili tengono insieme tutto il pianeta. Se ne vanno su' e spariscono nel cielo, ma non crederete di certo che non siano attaccati a nulla; il fatto è che poche persone sono riuscite ad arrivare in cima e pochissime sono riuscite ad arrivare in cima e pochissime sono riuscite a loro volta a tornare indietro. Quelle poche persone non ricordano mai quello che è successo oltre le nuvole.
Un filo si spiega proprio davanti a me e senza che io muova un muscolo si lega alla mia vita tirandomi in alto di due metri. E' così che funziona qui: tutti sono sospesi e l'inverno sembra infinito. Il tempo non esiste nel luogo  in cui mi trovo adesso e quando tornerò al mio universo sarà come se il tempo ripartisse da dove l'ho lasciato.
In questo momento sto pensando di muovermi e senza che io dica o faccia nulla il filo inizia a muoversi lungo la strada tracciata dal mio pensiero.
In un intero anno ho imparato a non distogliere mai il pensiero dalla mia meta ed evitare che il filo impazzisca.
Sorpasso case di tutte le forme e dimensioni: ottagonali, esagonali, tonde e addirittura a forma di parallelogramma. Sorrido ammirando i fiori blu, colore dell'universo, presenti su ogni balcone e su ogni finestra.
Le persone mi guardano serie e con diffidenza: perché i miei occhi non sono grandi e azzurri come i loro, la mia testa non è provvista di antenne e le mie mani hanno cinque dita divise fra loro. Lo so che ognuna di loro pensa che io sia una spia, in realtà sono solamente una di loro... in un mondo parallelo.
"Laura!" L'urlo mi arriva nella testa e io mi rigiro per capire dove sia.
"Lava?" Chiedo ad alta voce, e tutti loro sgranano gli occhi come se avessi commesso un peccato carnale.
"Ma che fai? Urli?" Mi dice, ed ora la sto guardando ma le sue labbra non si muovono. Sorrido dolcemente aprendo le braccia e stringendomela addosso. "Mi sei mancata!" Sussurro, causandole un sorriso.
"Ci hai messo tanto a tornare, ti aspettavo prima!" Io annuisco mentre sciolgo il nostro abbraccio e sussurro uno "scusami" pentito prima di osservarla. 
Aveva i miei stessi capelli con l'eccezione che dai suoi spuntavano due antenne piccole e fini. I suoi occhi sono un po' più scuri del solito azzurro degli altri, perché lei è ancora giovane., e la sua vita sembra la mia.
Lei è la Laura parallela al mio universo. Ed io non so ancora spiegare la mia scoperta, la sua esistenza e il tempo che cambia da una parte all'altra. Quello che so, da un anno a questa parte, è che ogni volta che il filo si scioglie, i miei occhi si socchiudono e i miei piedi tornano a calpestare la moquette della mia stanza, io non posso fare a meno di sorridere per questi attimi infiniti che sembrano così estemporanei.



Maura Gallinari  IV SIA

giovedì 10 maggio 2018

Una giornata da giornalisti


Nella mattinata del 9 Aprile 2018, la classe I AT dell’Istituto ITSSET “Emanuela Loi” di Nettuno, si è recata presso la redazione de il settimanale locale “Il Granchio”, accompagnati dalla prof.ssa Tammone Francesca, anche lei giornalista pubblicista gli alunni del I A T, andavano ad approfondire un corso di giornalismo affrontato durante questo l’anno scolastico.. I ragazzi sono stati accolti calorosamente dal giornalista Davide Vaggi che ha illustrato l’impostazione degli articoli e spiegando come sistemare l’impaginazione del settimanale, tenendo conto, inoltre, dello spazio pubblicitario e delle notizie. “Il granchio”, che è il giornale locale di Anzio e Nettuno più vecchio e diffuso, è composto da  64 pagine divise in argomenti come: politica interna, politica esterna, economia e finanza, sport, attualità, spettacolo, cultura e infine la cronaca locale.  E’ stata una giornata scolastica diversa e positiva, gli studenti si sono trovati bene e hanno capito, anche, quanto l’utilizzo del cellulare stia influenzando la scorretta diffusione delle notizie, in particolare tra gli adolescenti, che dovrebbero abituarsi ad informarsi attraverso i notiziari cartacei e leggendo i giornali su  internet. Informarsi correttamente attraverso i giornali è molto importante nella nostra società , i giornali e la libertà di stampa sono due capisaldi delle democrazie moderne. . In Italia, molti sono i quotidiani, ma numerosi sono pure i settimanali, i mensili, i periodici, che si occupano praticamente di ogni ambito della vita moderna: dalla cucina alle scienze, dalla politica alla cultura, dall'economia allo sport, dall'informatica. Da qualche tempo i giornali online stanno facendo una forte concorrenza ai giornali cartacei. Già ora i siti internet dei giornali sono tra i più vivaci e cliccati. E le giovani generazioni sembrano prediligere questo modo di informarsi rapido, aggiornato e piacevole che rappresenta la nuova “frontiera” della libertà di stampa.
 Borluzzi Gaia- De Simone Giulia
Re Erika- Sarlo Martina
I A T

mercoledì 9 maggio 2018

Eleonora Rimolo si racconta


Nella mattinata di martedì 16 Aprile, presso l’aula magna del nostro istituto abbiamo incontrato la poetessa Eleonora Rimolo, in occasione della rassegna di ‘giovane’ poesia promossa dalla scuola, intitolata “4 incontri tra oralità e scrittura: esempi di giovane poesia contemporanea”.
Eleonora è nata a Salerno nel 1991, vive a Nocera Inferiore. Laureata in Lettere Classiche e in Filologia moderna, è ora dottoranda in studi letterari all’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato tre raccolte di poesie: “Dell’assenza e della presenza”, “La resa dei giorni”, e “Temeraria gioia”.

D: Quanto c’è di personale nelle sue poesie, cioè quanto la sua poesia è espressione della sua vita reale e quanto è espressione letteraria?

R: C’è molto di personale, perché credo che la poesia debba trasmettere qualcosa e creare una “sintonia” tra poeta e lettore, il quale può rispecchiarsi in essa.

D: Come è nata la sua passione per la poesia?

R: Non c’è stato un momento preciso, ricordo però quando mio padre mi insegnò a scrivere: scrissi una specie di filastrocca. Successivamente andando avanti con gli anni ho iniziato ad appassionarmi agli studi classici e da lì è iniziato tutto.

D: Quali sono le sue ambizioni per il futuro?

R: Per ora lavoro all’Università per un dottorato di ricerca, successivamente insegnerò nelle scuole superiori: ho sempre avuto idee chiarissime sul futuro!

D: Quali sono i suoi progetti letterari per il futuro?

R: Penso di pubblicare un nuovo libro, ma non ho ancora in mente quando. Per ora mi dedico a pieno al libro uscito di recente intitolato “Temeraria gioia”.

D: Quanto e cosa ha cambiato la poesia nella sua vita?

R: Ha cambiato tutto; rimane la mia via di fuga: quando perdo la direzione e non riesco a comprendermi riesco, attraverso la letteratura e la scrittura, a ritrovarmi.

D: Ha mai immaginato una vita senza poesia? Magari anche un giorno di abbandonarla?

R: Ho la costante paura che questo possa accadere. Per fortuna fino ad ora non mi ha mai abbandonata e spero che non lo faccia mai. È l’unica cosa che mi fa sentire viva, l’unica cosa a darmi un briciolo di identità.

D: Ci sono poeti da cui trai ispirazione, o qualcuno che l’abbia particolarmente affascinata?

R: Sì, partendo dalla classicità fino alla contemporaneità ce ne sono tantissimi; nell’ultimo periodo sono stata particolarmente legata a Montale per la poesia contemporanea, un altro autore che ammiro molto è Mario Benedetti. Inoltre adoro particolarmente l’area poetica Portoghese e quella Spagnola.



Due poesia di Eleonora Rimolo da “Temeraria gioia”
scelte e commentate da Renata Ciotti e Danilo De Petris


L’universo passa, intanto,
e da un foro
ci è concessa l’immagine
di questa lingua che vaga
pronunciando il suo infinito,
e il vero s’interra
lasciando una duna:
asciutto il tuo bacio
nella frazione del respiro.


È possibile interpretare questo testo come la descrizione del momento di un bacio. Ed è come se l’io lirico si ponesse al di fuori dell’Universo. Facendo riferimento “all’Universo” il pensiero insegue qualcosa di esteso, sottoposto allo scorrere continuo del tempo.
In particolare la tipologia del bacio (con la lingua) rimanda ad un contesto sensuale, ma in questo grande momento la verità non viene fuori, lasciando nella poetessa un senso di vuoto. Tutto ciò è rappresentato dalle “labbra secche” o dalla duna.


Amarti è di nuovo covare
la nausea del non capire,
è l’aver smarrito
il sentiero scavato
dell’aratro, è chiederti
quanti sono i superstiti,
spegnere la luce, abbandonarsi
nel sonno della strage.

La poetessa spiega cos’è per lei amare una persona: fa riferimento al sentimento dell’amore che ha ricominciato a sentire. L’amore le provoca nausea, ma è anche qualcosa che dà significato alla vita perché la sconvolge. Perdere la direzione, cioè il sentiero scavato dall’aratro, è consegnarsi all’amore. Pochi si salvano, da questo sentimento, e i più si abbandonano al “sonno” della “strage” ‘amorosa’.



di Renata Ciotti e Danilo De Petris