lunedì 31 marzo 2014

Lettera a Sara - Barbara (assistente specialistica di Sara)

La vita spesso ti mette di fronte ad una realtà inaspettata e dolorosa....spesso penso a quanto sono stata fortunata a conoscere una persona come Sara. Ad un certo punto della mia vita mi ha aiutato tanto: avevo il cuore trafitto da un grande dolore e mi ha dato la forza di alzarmi la mattina per andare da lei. Mi ha insegnato che anche se la vita ti mette alla prova con qualcosa d'inaspettato, come la perdita di mia sorella Cinzia, mio punto di riferimento, io ero il suo. Lei mi aspettava a scuola e io non l'avrei delusa.  Io e lei abbiamo affrontato  tante difficoltà, tutto grazie alla sua determinazione. A volte sembra dirmi: "ci sono, penso, esisto anche se a modo mio " .
 Grazie Sara di aver condiviso con me una parte della tua vita.
 Con affetto, la tua Barbara.

venerdì 28 marzo 2014

La mamma di Sara ci scrive...



Carissima Prof. Ersilia io mi chiamo Silvana e spero di fare cosa buona per me, per Sara e per chi vuole ascoltare, ad esternare e  descrivere quella che è, che è stata e spero che sarà la mia esperienza, anzi la nostra esperienza (ovviamente includendo papà Giacomo e la sorellina Ilaria) 
Racconto di una ragazza poco diversa dalle altre. Nasce nell'aprile del 92', ci troviamo in braccio una splendida bambina che Dio ha voluto con seri problemi sia fisici che psicologici, cognitivi. Cerchiamo spiegazioni nella fede, nella medicina, nelle persone intorno a noi per quanto ci accadeva... ma senza risposta. Dopo un primo periodo di sbandamento ci rendiamo conto che per essere all'altezza della situazione ci dovevamo far aiutare, documentare  e crescere ... Passati i primi anni ad aiutarla con riabilitazioni sia fisiche che psicologiche ed integrazione ci siamo convinti sempre di più che la miglior cura per Sara e per noi era quella di trattarla come una persona 
"normale", amarla e rispettarla per il suo carattere e modi di fare così dolci,così "diversi" .  Da qui nasce anche l'esigenza di crearle un'altro affetto forte come quello di una sorella. Nonostante i rischile ansie e le preoccupazioni del caso è stata la scelta più bella che potessimo fare. Nell'ottobre del 2000 è nata Ilaria e da quel momento in poi vediamo un'altra Sara, emerge la vera Sara. All'inizio cerca naturalmente di riprendersi gli spazi  di mamma e papà che prima erano solo suoi invece, poi, li ha dovuti condividere con la sorellina. Col tempo trova in Ilaria una compagna di giochi, di litigi, di risate, di baci, e ora condivide con lei tutto ciò che è quotidianità: la doccia, le passeggiate, la musica, gli sport (Ilaria danza, Sara va a cavallo). Il  nostro obiettivo è sempre stato quello di farle vivere la vita come tutti gli altri ragazzi quindi con massima integrazione, farle fare ciò che Le piace e la diverte per dare un senso alla sua vita e anche alla nostra visto che ci è stato chiesto uno sforzo maggiore nel crescerla. Una cosa importante che vorrei dire oggi ai ragazzi (domani futuri genitori) ed ai compagni di Sara è questo:io e mio marito siamo sempre stati una squadra, nonostante le difficoltà, le divergenze caratteriali, familiari, economiche, lavorative..nonostante i tanti giorni no abbiamo sempre lavorato di squadra includendo anche Ilaria sin da quando è arrivata! Questo lavoro di gruppo ha fatto si che Sara si sentisse accettata per come è, il lavoro intorno a lei si è diviso nel gruppo senza stressare nessuno. Questo ha creato una routine quotidiano in modo tale che ognuno di noi possa ricavare spazi propri nel rispetto sia dell’individuo che delle proprie passioni o necessità. In questo modo abbiamo creato regole precise all’interno della famiglia in modo che non si è mai soli e tutti sanno tutto di tutti. Se questo concetto si applicasse in tante situazioni (lavoro, sociale, studio, sport) oggi e domani i nostri ragazzi ...disabili e non  starebbero molto meglio. Vorrei sapeste che nella vita non si sa mai cosa ci potrà capitare...ma che tutto si può affrontare con l'amore, l'unione ed un pò di coraggio in più:-)
Mamma Silvana

ps: Con tutto il cuore, grazie Silvana...per me giovane prof il sorriso di Sara ogni mattina al mio arrivo già era una vera conquista ... Adesso avere le Sue parole nel nostro blog è una gioia enorme e mi fa amare questa professione ancora di più! 
Ersilia
 

Cara Ersilia.... Dalla prof. Rosanna Forcina

Cara Ersilia,
curiosando nel blog della "nostra" scuola ho letto il tuo sfogo. Mi dispiace tanto che tu sia stata "male" per critiche sterili che lasciano il tempo che trovano.
Sei una persona solare che crede nel proprio lavoro, che si preoccupa del benessere dei ragazzi.
Capisco quello che si prova quando si hanno delle idee innovative, belle, e si devono reprimere per l'ostilità di colleghi che con il loro "nozionismo" hanno la presunzione di essere "insegnanti perfetti" senza accorgersi che da tempo "le pedane sotto le nostre cattedre" sono state tolte.
Anche a me in passato è capitato qualcosa di simile, anch'io avevo delle idee innovative........ Poi........ ho avuto una grave colpa "mi sono ammalata" e non era una semplice influenza. Purtroppo la memoria è corta e anche i veterani della scuola avevano dimenticato quanto lavoravo con i ragazzi, quanti consensi avevamo nelle feste di Primavera organizzate dal nostro Istituto.
Quando sono tornata mi sono sentita sola, prevaricata e non sono riuscita pù a rientrare nel "gruppo dei bravi che danno lustro alla scuola"...che tristezza!!!
Io ho mollato. Un pò per timidezza, per rabbia, per stanchezza...........
Tu, cara Ersilia, non farlo, tieni duro e porta avanti le tue splendide idee.
Anche se non è molto, hai tutta la mia solidarietà e ammirazione.



                                                                                                Rosanna Forcina


ps: Grazie mille Rosanna:-) Per la stima,la solidarietà ed il sostegno!
Ersilia



LO SPLENDORE DI ROMA BAROCCA...

.....

Mi odio. Mi odio perchè sono il tipo di persona che non riesce a tirar fuori le solite frasi dolci. Non a voce.
Ci provo pure a farle uscire, tra me e me penso "adesso glielo dico un "mi manchi". Ma come se il quel momento, come un nodo stretto, mi andasse via la voce.
Non sono portata per i "ti amo" urlati, per i " abbracciami" richiesti.
Sono più la ragazza di un "vaffanculo", di un "ti odio", di "non li voglio i tuoi baci", seguiti da sorrisi, da abbracci silenziosi.
Mi odio perchè sono così chiusa, barricata in me stessa, mix di paure e incertezze da portare una corazza chiamata "acidità"

Picnic da >Ammy

Come preparare un picnic

La primavera e appena arrivata e  hai voglia di stare all'aria aperta e fare uno spuntino gustoso? Noi ti consigliamo tanti piatti facili da preparare.

Sfogliata al prosciutto


Le giornate si allungano, diventano tiepide e la voglia di stare all'aria aperta aumenta.
Allora perché non organizzare nel weekend un bel picnic di primavera?
Basta poco: dite addio al solito panino e patatine del pacchetto, e preparate qualcosa di più sano e goloso. Basta organizzarsi con dei contenitori apposta per il cibo, piatti, posate e bicchieri coloratissimi e una borsa frigo per le bevande.
Ingredienti
2 rotoli di pasta sfoglia surgelata
4 zucchine
8 fiori di zucca
150 g di prosciutto crudo tagliato a fettine sottili
150 g di crescenza
un tuorlo
un cucchiaio di latte
sale
pepe
Fate scongelare i rotoli di pasta sfoglia in frigorifero mantenendoli nella loro confezione. Spuntate le zucchine, lavatele, asciugatele e tagliatele a filettini molto sottili con l'apposito mulinello oppure grattugiatele con la grattugia a fori grossi; raccoglietele in un telo pulito e strizzatele. Eliminate il pistillo e il collarino verde dei fiori di zucca, apriteli, lavateli velocemente e asciugateli. Accendete il forno a 200 gradi.
Srotolate i 2 rettangoli di pasta sfoglia, trasferitene uno su una placca foderata con un foglio di carta da forno punzecchiatelo su tutta la superficie con una forchetta; copritelo con metà delle fettine di prosciutto, lasciando libero intorno un bordo di un paio di cm. Proseguite distribuendo sul prosciutto le zucchine e i fiori di zucca; salate, pepate e terminate con la crescenza a tocchetti e il resto del prosciutto.
Sistemate il secondo rettangolo su un foglio di carta da forno appoggiato sul piano di lavoro e praticate sulla superficie della pasta 3 file di incisioni a spina di pesce. Spennellate con un po' di tuorlo il bordo del rettangolo farcito poi, sollevando la carta su cui l'avete appoggiato, fatevi scivolare sopra delicatamente quello inciso. Fate combaciare bene i bordi dei 2 rettangoli e premete tutt'intorno con le dita per sigillare all'interno il ripieno.
Mescolate il latte e un pizzico di sale al tuorlo rimasto, sbattete leggermente e spennellate la superficie della sfogliata. Mettete in forno e cuocete per 20-25 minuti, finché la pasta sarà croccante e leggermente dorata. Sfornate e lasciate riposare.
Le giornate si allungano, diventano tiepide e la voglia di stare all'aria aperta aumenta.
Allora perché non organizzare nel weekend un bel picnic di primavera?
Basta poco: dite addio al solito panino e patatine del pacchetto, e preparate qualcosa di più sano e goloso. Basta organizzarsi con dei contenitori apposta per il cibo, piatti, posate e bicchieri coloratissimi e una borsa frigo per le bevande.
Ingredienti
2 rotoli di pasta sfoglia surgelata
4 zucchine
8 fiori di zucca
150 g di prosciutto crudo tagliato a fettine sottili
150 g di crescenza
un tuorlo
un cucchiaio di latte
sale
pepe
Fate scongelare i rotoli di pasta sfoglia in frigorifero mantenendoli nella loro confezione. Spuntate le zucchine, lavatele, asciugatele e tagliatele a filettini molto sottili con l'apposito mulinello oppure grattugiatele con la grattugia a fori grossi; raccoglietele in un telo pulito e strizzatele. Eliminate il pistillo e il collarino verde dei fiori di zucca, apriteli, lavateli velocemente e asciugateli. Accendete il forno a 200 gradi.
Srotolate i 2 rettangoli di pasta sfoglia, trasferitene uno su una placca foderata con un foglio di carta da forno punzecchiatelo su tutta la superficie con una forchetta; copritelo con metà delle fettine di prosciutto, lasciando libero intorno un bordo di un paio di cm. Proseguite distribuendo sul prosciutto le zucchine e i fiori di zucca; salate, pepate e terminate con la crescenza a tocchetti e il resto del prosciutto.
Sistemate il secondo rettangolo su un foglio di carta da forno appoggiato sul piano di lavoro e praticate sulla superficie della pasta 3 file di incisioni a spina di pesce. Spennellate con un po' di tuorlo il bordo del rettangolo farcito poi, sollevando la carta su cui l'avete appoggiato, fatevi scivolare sopra delicatamente quello inciso. Fate combaciare bene i bordi dei 2 rettangoli e premete tutt'intorno con le dita per sigillare all'interno il ripieno.
Mescolate il latte e un pizzico di sale al tuorlo rimasto, sbattete leggermente e spennellate la superficie della sfogliata. Mettete in forno e cuocete per 20-25 minuti, finché la pasta sarà croccante e leggermente dorata. Sfornate e lasciate riposare.

Focaccia di patate

 
Ingredienti
400 g di farina
200 g di farina di grano duro
50 g di lievito di birra
qb olio di oliva
200 g di patate
qb pepe
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
Mescola in una ciotola 400 g di farina, tipo manitoba o di farina 0 con 200 g di farina di grano duro. Sciogli in una  ciotola 50 g di lievito di birra con 1 dl di acqua e 1 cucchiaino di  zucchero o miele.
Impasta con 6-7 cucchiai della miscela di farine, fino  a ottenere un panetto morbido. Copri con un telo e fai lievitare per un'ora.
Intanto lessa per 30 minuti 200 g di patate con la buccia. Scolale,  sbucciale e passale, ancora calde, allo schiacciapatate.
Impasta per  10-15 minuti la miscela di farine con il puré di patate, il panetto  lievitato, 2,5 dl abbondanti di acqua, 2-3 cucchiai di olio e un  cucchiaino di sale. Forma una palla e falla lievitare per circa 30  minuti coperta con un telo. Riprendi la pasta, lavorala per qualche  istante, dividila in 2 meta e forma 2 palle. Falle lievitare per altri  30 minuti. Intanto taglia a fettine sottilissime 2 patate, scottale per  qualche istante in abbondante acqua bollente salata, scolale e  condiscile con un filo d'olio, sale e un'abbondante macinata di pepe.
Stendi le 2 palle di pasta su 2 teglie di 32 cm di diametro o su 2  placche, se le vuoi più sottili, aiutandoti con le dita. Versaci sopra  la miscela di acqua, olio e sale e forma  le fossette. Distribuiscici sopra le patate, accavallandole leggermente e  cuoci in forno gia caldo a 220 gradi per circa 25 minuti.

Spiedini di frutta

 

Per questi spiedini puoi usare la frutta di stagione che ami di più: basta tagliarla a pezzettoni e alternarla sugli stecchi.












 I pic-nic erano un'usanza della nostra infanzia: d'estate, a Ferragosto, o anche a Pasquetta, non mancavamo mai di andare nei campi, vicino a qualche ruscello, a mangiare sui prati. Oggi forse i pic-nic si organizzano meno, ma l'arrivo della bella stagione potrebbe essere la giusta occasione per riprendere questa tradizione anche con i nostri bambini. Ogni città è fornita di parchi in cui è possibile organizzare un pic-nic, oppure di soste attrezzate munite di tavoli all'aperto e griglie con cui fare il barbeque.

Come si organizza un pic-nic 'perfetto'? Cosa ci si deve portare? Ecco la mia lista di quello che, fino ad ora, è servito a noi.

Cosa occorre:
- una coperta grande: ad esempio una coperta in 'pile', oppure una di quelle coperte apposite per i pic-nic, composte da stoffa e tela cerata;
- una tovaglia di carta, da usare sopra la coperta se mangiate sull'erba, o da usare sui tavolini delle aree attrezzate;
- bicchieri, piatti, posate e tovaglioli di carta: i più puristi possono anche usare piatti di porcellana e posate vere... io preferisco così;
- un coltello affilato, per tagliare il pane, gli eventuali salumi e formaggi...;
- acqua, vino, birra o bibite, possibilmente messe dentro una borsa frigo, così restano fresche;
- apribottiglie, che è una di quelle cose che si dimenticano spesso;
- fazzoletti di carta e salviettine umidificate, soprattutto se avete bambini piccoli che possono sporcarsi, e non ci sono fontane, nè ruscelli;
- buste di plastica per i rifiuti: importantissime! Tutti i rifiuti vanno racclti e buttati negli appositi cestini!;
- borsa o zaino, in cui riporre tutto accuratamente.

RICETTE PER PIC-NIC

tramezziniTramezzini misti
Qualche buon tramezzino è l'antipasto ideale per iniziare un bel pic-nic. Si possono fare con il pane bianco da tramezzini, che resta bello morbido, o con il pane in cassetta fatto con la macchina del pane.

Per un pic-nic, io opterei per tramezzini semplici, non troppo elaborati:
- salame, maionese e cetriolini;
- cotto e mozzarella;
- crudo, rucola e mozzarella;
- mortadella e stracchino.

Per vedere tutta la lista delle farciture dei tramezzini: Buffet per le feste.

Frittata di cipolle

Un classico intramontabile: che sia con le cipolle, o le biete, o le zucchine, o le erbette miste (prezzemolo, timo e maggiorana), con i pomodorini e la pancetta... sempre frittata sia!
Se usate le cipolle, fatele prima appassire bene in una padella con poco olio, facendole cuocere a fuoco bassissimo per una bella mezz'ora. Per cuocere la frittata in modo leggero, evitando la cottura in olio, la si può versare in una teglia ricoperta con carta da forno e cuocerla in forno per circa 15-20 minuti.

Tortino di patate

tortino-patateUn piatto che faccio spesso per le feste, quando voglio preparare tanti 'finger food' da tagliare a quadrotti e mangiare con le dita. Si tratta, in pratica, di un 'gattò di patate' modificato.

Ingredienti:
1kg di patate a pasta gialla
60gr pangrattato
2 uova
2 cucchiai farina
parmigiano grattato
sale e pepe

Lessare le patate, sbucciarle da calde e schiacciarle a mano con lo schiacciapatate: non si devono fare con il robot da cucina, altrimenti restano 'collose'. Aggiungere le uova, un'abbondante manciata di parmigiano grattato, la farina, sale e pepe.
Stendere il composto in una teglia foderata con carta da forno, spolverizzare con il pangrattato e cuocere in forno caldo a 180° per circa 30-40 minuti (fino a doratura). Prima di tagliarlo o sformarlo, attendere che sia freddo... deve solidificare.

Varianti:
Ci sono delle varianti, a piacimento. Si può aggiungere del prezzemolo tritato, del salame a cubetti, della pancetta. Si può inoltre farcire a metà, creando due strati intervallati da prosciutto cotto, uova sode, melanzane fritte, caciocavallo, mozzarella... insomma: con ingredienti a piacere.

Focaccia ai pomodorini e origano
focaccia_1La focaccia è intramontabile: va bene una focaccia bianca semplice o una focaccia al rosmarino, se si prevede di iniziare il pranzo con i salumi. Oppure si può fare questa variante ai pomodorini, se la si mangia come portata a se stante.

La ricetta dell'impasto con la MdP:

300ml acqua
1 cucchiaio olio
1 cucchiaino sale
2 cucchiaini di zucchero
450gr farina
8gr lievito
(da aumentare in proporzione a seconda delle porzioni che si vogliono fare… questa va bene per due teglie piccole).

L’impasto per pizza risulta molto elastico e morbido, quando lo si tira fuori dalla macchina. E’ giusto così! Lo si impasta ancora con poca farina, e lo si stende lasciandolo bello morbido.
Dopo averlo steso a mano, lasciandolo abbastanza alto, si lascia lievitare una seconda volta coprendolo con un canovaccio.
Dopo circa mezz'ora,Si bagna abbondantemente con una miscela di acqua, olio e sale, si aggiungono i pomodorini e l'origano e si cuoce in forno caldissimo fino a cottura completa.

Torta ricotta e spinaci con uova sode
torta-ricotta-e-spinaciUna torta salata davvero semplicissima, a cui si possono aggiungere altri ingredienti a piacere: carciofi, pancetta, mozzarella...

Ingredienti:
2 confezioni di pasta sfoglia
500gr di biete lessate e tritate
300gr di ricotta
panna da cucina
parmigiano grattato
3 uova

Lavorare la ricotta con la panna da cucina, aggiungere le biete precedentemente lessate, strizzate e tritate fini. Salare, pepare e aggiungere il parmigiano. Stendere il composto sopra il primo disco di pasta sfoglia (bucherellato con la forchetta). Praticare nel ripieno tre piccoli incavi, in cui vanno rotte le tre uova. Coprire con il secondo disco di pasta sfoglia, formando un cordoncino di pasta lungo il bordo, e decorando la torta con piccole foglie di pasta sfoglia.

Insalata di songino e uova
Si lava la valeriana (songino), la si asciuga e la si mette in un recipiente alto. Nel frattempo si fanno lessare le uova: si fanno bollire in un pentolino colmo di acqua e con un cucchiaio di aceto (serve a far rapprendere l’albume se le uova si rompono). Si mettono dapprima in acqua fredda e si cuociono 9 minuti dal bollore.
Quando le uova sono fredde, si sbucciano, si tagliano a spicchi e si aggiungono all'insalata.

Si condisce il tutto con una vinagrette fatta con sale, olio e aceto.

Crostata alla marmellata
crostataCon la ricetta di mia suocera, per una sicura riuscita.

Ecco le proporzioni:
100gr farina
50gr burro morbido
50gr zucchero
1 tuorlo
(1 cucchiaino di lievito per dolci)

Si moltiplica la dose a seconda della grandezza della crostata e si aggiunge un cucchiaino di lievito (che è il segreto vero della crostata, perchè la rende morbidissima e friabile). Io, per la mia crostata, ho moltiplicato per tre, che è la dose per una teglia da 26cm, senza le strisce di pasta frolla. Se si vogliono fare le strisce classiche della crostata, allora, con uno stampo di quella misura, si deve fare la dose da quattro.

NON SO PIU' CHE FARE...- David

NON SO PIU' CHE FARE...
è come se fossi in un brutto sogno, da dove non riesco ad uscire.I miei pensieri non mi lasciano stare, il mio cuore non fa altro che star male;
tutto ciò perché te non se con me.
Non passa un secondo che non ti pensi, un secondo che non mi affezioni sempre di più a TE...
e tutto ciò lo posso chiudere in una sola parola
mi manchi
scusami se ora lo sto scrivendo, invece che dirtelo... 
ma non è colpa mia.
David

Lettera ai miei genitori Karim

Io    mi ritengo   un   ragazzo   fortunato  perchè ho  una bella famiglia   due bravi genitori   che mi curano, mi educano, mi amano. Delle volte  sento la mancanza della   prima mamma, che è venuta a mancare quando io  ero molto piccolo. Il suo ricodo è sempre vivo in me. I love you!
Amo anche   Carmela  che mi fa da mamma ed è  brava  e buona  voglio tanto bene ai miei nonni   sono  felice di questa famiglia........ grazie a voi da karim       

giovedì 27 marzo 2014

"NON E' UN ADDIO.. RICORDATELO"... LOLA

''E allora vai?''
''si''
Era buio e i genitori caricavano il
camion con le ultime cose. Eravamo  un paio di isolati più avanti.
''Non posso credere che stia accadendo sul serio.''
''Cosa?''
'' Tu che vai via per sempre e io rimango.''
La luna piena brillava in celo insieme a mille stelle. Faceva un po' freddo ma, in quel momento, il freddo era l'ultimo pensiero.
''Forse era meglio se non ci fossimo mai incontrati.''
''E rinunciare al tempo trascorso?''
'' A tutte le cose fatte insieme?''
Il vento iniziò a soffiare. I suoi occhi erano ancora più belli con la luce della notte.
'' Sapevi che sarei partito.''
''Sapevi che ti avrei amato.''
Iniziai ad avere freddo.
Erano le tre del mattino e i miei genitori avevano fatto questa piccola eccezione.
''Mi mancherai.''
''Anche tu.''
Si sentiva solo il fruscio delle foglie.
''Questa notte è l'ultima.''
''Già.''
Un messaggio al suo cellulare.
Dopo averlo letto lo bloccò e lo mise in tasca.
''Devo andare.''
''Ora?''
''Sì''
''Ah.''
Si avviccinò lento a me. Mi accarezzò con due dita le guancia e mi sorrise.
Ricambia quel sorriso.
Lui avvicinò lentamente le sue labbra alle  mie formando un incastro perfetto. Aprì lentamente la bocca, e anch'io lo feci.
Misi la mano dietro la nuca e una gliela infilai tra i capelli.
Lui si limitò a stringermi la vita.
Socchiusi lentamente le labbra facendo finire il bacio.
''Non voglio che tu parta.''
''Non voglio partire nemmeno io.''
Iniziai a piangere sentendo il camion che si avvicinava.
E mentre le mie lacrime rigavano le guancie, vedevo i suoi occhi e un sorriso falso sul suo volto.
Lo ammirai molto per questo gesto.
Alla fine, stava soffrendo lui più di tutti, anche più di me, ma si sforzava di sorridermi per farmi credere che andasse tutto bene.
''Ciao allora.''
''Ciao. Oh, stasera fa freddo.''
'' Sorrise nuovamente sfilandosi la felpa. Me la appoggiò sulle spalle e mi diede un altro piccolo bacio.
Si girò e se ne andò.
Vidi in lontananza la sua ombra salire nell'auto e partire.
Mi girai anch'io e andai verso casa. Misi per bene la felpa e affondai le mani nelle tasche, per far sì che si riscaldassero. 
Un bigliettino,
piegato per benino con il mio nome scritto grande in rosso. Lo aprii.
'' NON E' UN ADDIO, RICORDATELO. TI AMO..'' 

Mirajane

Gridarsi di odio sorridendo un attimo dopo, ma si è spento il fuoco, guardami dentro e cadi nel vuoto.

 

L' EMOZIONI-DADDEE

L'EMOZIONI 

Esperienza complessa, multidimensionale e processuale, che svolge un ruolo di organizzazioni cognitivo-affettivo e che media il rapporto tra l'organismo e l'ambiente.

Modificazione del normale stato di quiete dell'organismo che si esprime con l'impulso all'azione e specifiche reazioni fisiologiche interne, designando diverse risposte emotive.

Gli occhi Mirajane

Puoi chiudere gli occhi alle cose non vuoi vedere ma non puoi chiudere il cuore alle cose che non vuoi provare

Il vento dell'oceano. Dreamer; Hope_6; Ypsilon; Giorgietta.

"
Avevo permesso a me stesso di essere ciò che gli altri si aspettavano, e non ciò che io volevo essere.
Perdendo il mio modo di vedere ero stato irretito dal gioco di essere come gli altri, perché il potere fà affidamento su ciò che pensa la maggioranza.
Avevo dimenticato di essere venuto al mondo per la vita che mi aspettavo di vivere, e non l’esistenza che gli altri si attendevano che io dovessi vivere."

Sergio Bambarén 
                                                                                    Il vento dell'oceano.
<< Non possiamo dare la libertà a coloro che ne approfiterebbero per assassinarci >>

lentamente muore.. marroncina97

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità."
                                                                       di Pablo Neruda 

 
L'anno scorso con la prof di italiano abbiamo studiato cos'era il teatro e noi alunni potevamo decidere se essere interrogati o se andare in una scuola di teatro associata all'Emanuela Loi e di preparare uno spettacolo come interrogazione. Io ho deciso di provare a mettermi in gioco e sono andata in questa scuola, mi è piaciuto tantissimo, purtroppo per quest'anno ho deciso di non continuare ma è stata un'esperienza fantastica. Per "l'interrogazione" ho preparato questa poesia da recitare e mi è rimasta nel cuore perchè credo che sia bellissima e oggi volevo condividerla con voi sperando che ne capiate il significato!!

"Life is like a river" Dreamer; Hope_6; Ypsilon; Giorgetta.

“Nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi, e in un attimo te le trovi dietro alle spalle e devi andare avanti. Ti aspettano cose nuove”

"Vedere il mondo, per la prima volta.." *Sognatrice97*

Stamattina sono salita sull'autobus e c'era un ragazzo di più o meno 25 anni che, guardando fuori dalla finestra del bus gridò: "Papà guarda, gli alberi ci vengono incontro!" 
Il padre alzò lo sguardo verso di lui e sorrise.
Una giovane coppia, seduta li vicino, rise per il comportamento infantile del ragazzo. 
Il ragazzo esclamò di nuovo :"Guarda papà, le nuvole ci seguono!" 
La coppia non potè resistere e disse al padre del giovane :" Perchè non porti tuo figlio da un buon medico?"
L' uomo, sorridendo, rispose : "Ci siamo appena stati, siamo usciti dieci minuti fa dall'ospedale. Mio figlio era cieco dalla nascita e oggi, per la prima volta, può vedere".

V0dkandlove

"Verba volant" dicevano i latini. Le parole volano.
Non tutte le parole sono così tanto leggere da poter volare, ovviamente, dipende da chi le pronuncia.
Alcune volte restano appese al cuore e succhiano l’autostima, la fiducia, la forza; si cibano di te, della tua anima e non te ne rendi conto se non nel momento in cui ti senti stanco, abbattuto, e ti chiedi che cosa avrebbe potuto farti male.
Ci pensi, ci ripensi e poi ecco la risposta: le parole della tua migliore amica, dei tuoi genitori, dei professori, dei conoscenti.
Le parole feriscono e uccidono.
Ecco perché io preferisco scrivere.
Se scrivi e quello che scrivi piace, resta nel cuore in maniera positiva; se quello che scrivi non piace, nessuno si ricorderà quello che hai scritto.
La scrittura non fa danni, la parola sì.


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Dal web

                                                   
Mentre mia moglie mi serviva la cena ,
le presi la mano e le dissi:''Devo parlarti''.
Lei annui e mangio' con calma.

La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi,
quel dolore che all'improvviso mi bloccava la bocca,
Mi feci coraggio e le dissi:'' Voglio il divorzio''.
Lei non sembro' disgustata dalla mia domanda
e mi chiese soavemente: '' Perché?''.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio,
ma io non potevo risponderle,
aveva perso il mio cuore a causa di un'altra donna, Giovanna.
Io ormai non amavo più mia moglie,
mi faceva solo tanta pena,

mi sentivo in colpa,
ragion per cui sotto-scrissi nell'atto di separazione
che a lei restasse la casa, l'auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l'atto lo strappo a mille pezzi ! ''Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!''.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero' non potevo farci nulla, io amavo Giovanna.
All'improvviso mia moglie comincio' a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l'idea del divorzio cominciava ad essere realta'.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li' seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presento' le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l'auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso,
quel mese che stava per cominciare l'indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ''Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e' giusto distrarlo con i nostri problemi''.
Io fui d'accordo pero' lei mi fece un ulteriore richiesta.'' Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero' ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ''.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio' in una fragorosa risata dicendo: ''Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!''.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi' quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:'' Grande papa', ha preso la mamma in braccio!''.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:''Non dirgli nulla del divorzio,per favore...
Acconsentii con un cenno , un po' irritato, e la lasciai sull'uscio.
Lei usci' e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo .
Mi resi conto che non era più cosi' giovane,
qualche ruga, qualche capello bianco.
Si notava il danno che le avevo fatto!
Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi'?
Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l'intimità stava ritornando tra noi,
questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più' .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:''I miei vestiti mi vanno grandi, ''.
Li' mi resi conto che era dimagrita tanto...ecco perché mi sembrava cosi' leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione...
troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro' all'improvviso nella nostra stanza e disse :'' Papa' e' arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).
Mia moglie lo abbraccio' forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio' il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo,
la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere!
L'ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:'' Non mi ero reso conto di aver perduto l'intimità con te...
Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto' a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri' la porta
e io le dissi:''Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie...''
Lei mi guardo' e disse: Ma sei impazzito?
Io le risposi :'' No...e' solo che amo mia moglie...era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l'ho poortata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tiro' uno schiaffo e entro' in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.
Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:''Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi''
Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca.,
ma mia moglie era a terra ...morta!
Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese...
affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre."
Questi sono i dettagli che contano in una relazione.
Non la casa....non la macchina....non i soldi...queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d'amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.



L'ho trovata dal web

Kota.

Il vero significato dell'amore.. *Sognatrice97*

Ieri,al parco, ho visto una coppia di novantenni che si tenevano per mano.. Stavano festeggiando i loro 70 anni di matrimonio: lui è stato in guerra e lei aveva solo 16 anni. Lo ha aspettato per quattro lunghi anni. Massimo una lettera al mese, senza whatsapp, facebook o telefono. E lui non l' ha mai tradita, anche da lontano l' ha sempre amata  e quando è tornato si sono sposati. Hanno avuto mille difficoltà ma si amano ancora. Ora se ci guardiamo in giro vediamo solo un deserto di valori, ragazzi che si mollano perchè li divide un'ora di treno.. o perchè "Non vogliono cose serie". 
Vediamo persone che non sanno più combattere per niente, senza passione, entusiasmo, senza voglia di amare.. 
Stiamo rovinando ciò che è davvero l'amore.. e quando, magari lo capiremo, sarà troppo tardi!

LA NOSTRA VITA E IL NOSTRO FUTURO- emi

Il futuro non può essere previsto... Maghe e superstizioni secondo me non esistono.
"Bisogna vivere il presente come se fosse l'ultimo giorno" dicono, ma non può essere sempre l'ultimo giorno. Una persona non può sempre avere il pensiero che il giorno dopo non ci può essere, non sarebbe nemmeno possibile andare avanti.
Bisogna vivere ogni giorno con il sorriso perchè il tempo passa... ed è brutto poi avere il rimorso di non aver fatto qualcosa che in realtà si poteva fare!
E' vero, non possiamo sapere cosa ci riserva la vita nel nostro futuro, ma se siamo in balia di un'ondata di tristezza siamo sempre in tempo a prendere al volo un pò di felicità.
Perchè essere tristi quando potremmo benissimo ridere e sorridere ?!
Un mio consiglio? Non date ascolto alle persona che dicono che prevedono il futuro, che leggono la vita attraverso le linee delle mani e cose del genere, perchè qualunqe notizia vi diano potrebbero essere bugie e voi comunque potreste cambiare di nuovo la vostra storia e, infine, sarebbe stato inutile essere andati da queste persone.  

martedì 25 marzo 2014

Spettacolo "Cicatrici" sulla violenza di genere




Il 21 marzo presso l'auditorium dell'IPSAR APICIO di Anzio, i nostri ragazzi delle classi 3 B RIM, 5 BP, 5AP hanno partecipato con grande interesse sia allo spettacolo che alla conferenza- dibattito tenuta in seguito con gli attori ed una psicologa esperta.
Tutto ciò che può essere una bella esperienza per i nostri alunni merita risalto ed attenzione. Ci auguriamo che in futuro ci siano altri eventi come questo!

giovedì 20 marzo 2014

Il futuro Sasi

Il futuro


"Se non pianifichi il tuo futuro stai pianificando il tuo fallimento"
Avendo l'esempio di mia madre, che ha solo la terza media, capisco quanto sia importante la scuola.Quando lei aveva la mia età per aprire un'attività bastava il diploma ,adesso come adesso con il diploma non si fa granchè.Alcuni arrivati a 16 anni interrompono gli studi per entrare nel mondo del lavoro, ma senza un titolo di studio cosa pensano di fare? Ci sono molti ragazzi di 30 anni laureati che non trovano lavoro...una tristezza...

BY DEBBY

questo è il mio cantante preferitto <3


Il compleanno di Deborah

Presto arriva il 25 MARZO....
Per alcuni potrebbe essere un giorno come un'altro, ma per una persona in particolare è il giorno in cui si ricevono le attenzioni di tutti. Il giorno del compleanno.
Lei non è come tutti gli altri, non dico che abbia problemi... è solo che ragiona in modo diverso da tutti noi... lei è divertente e con una piccola battuta o con una risata riesce a far ridere tutti o quasi.
Lei spesso non riesce a confidarsi facilmente con le persone anzi molto spesso non si fida ed è brutto... molto brutto. In questa settimana grazie all'aiuto della prof.essa Ersilia stiamo organizzando qualcosa di speciale, qualcosa che le faccia capire che anche noi teniamo a lei.
Tutti noi stiamo cercando di fare un qualcosa che le possa piacere ma non è facile...
Spero che dopo tutto ciò che abbiamo fatto per lei incominci a considerarci come amici e non solo compagni di classe.
Noi...speriamo che ce la caviamo con Deborah!^__^

LA GITA DELLA SCUOLA:nuove esperienze e divertimento! perry

Le gite della scuola sono sempre state un modo molto divertente e buono nei confronti degli studenti per cercare in un modo o nell'altro di fargli fare nuove esperienze anche al di fuori della scuola.Inoltre servono per andare alla ricerca di nuove scoperte e nuove amicizie.



                      

 Parlando di gite ci sono tanti vari tipi di gite ci sono le gite di un giorno solo oppure ci sono le gite di più giorni.
ad esempio le gite di un giorno possono essere :       mentre quelle di più giorni si possono svolgere in
-il colosseo                                                                 posti come:
-il museo                                                                     -Abruzzo
-cattedrali                                                                    -Emilia-Romagna
-teatro                                                                          dentro il nostro territorio italiano oppure al dì
-fabbriche                                                                    fuori dell'italia:
                                                                                     -Francia
                                                                                     -Germania