Pagine

venerdì 9 aprile 2021

Poesia


Salvezza





Di Sara Pittiglio


Dentro l’oscurità, 

eludendo le ombre in perdizione, 

anche un posto ben illuminato 

può nascondere il pericolo. 


Dove i perduti sono gli eroi, 

noi cadiamo sotto terra, 

ciechi, in una tana di coniglio, 

e vediamo il proiettile che si libera 

mentre il seme comincia a salire.


 L’oscurità di cui parla Sara Pittiglio non è ovviamente ‘ottica’, ma è psicologica, etica, astratta, al punto di essere contenuta in “un posto ben illuminato”, nel quale si fuggono i propri ‘fantasmi’. Ma al contempo, sono i nostri stessi occhi che le consentono, all’oscurità beninteso, di profilarsi come un pericolo: è il cavallo che noi stessi lasciamo entrare dentro le mura di Troia.

Nell’oscurità non sappiamo più distinguere il bene dal male, i perduti dagli eroi, il fondo dalla superficie; in questo caso la paura (la tana del coniglio) si aggiunge all’oscurità in un binomio sempre simbiotico. 

Il proiettile che si libera è un’altra forma di autolesionismo, che nemmeno la nostra crescita interiore riesce a dominare; né ci riesce tutto ciò che in qualche modo abbiamo seminato.

 A questo punto il titolo sembra una contraddizione, ma è soltanto un grido che gioca a fare l’ossimoro con il resto della poesia.

Cha Sara Pittiglio non abbia messo intenzionalmente tutto ciò in questa poesia, è un’ipotesi plausibile, ma del resto poco importante: il fatto che tutto ciò comunque ci sia è un merito suo.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.